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Ventimiglia, danni e disagi sui treni a causa dei migranti: FuoriMuro scrive a sindaco, questore e prefetto - Riviera24
La disperazione

Ventimiglia, danni e disagi sui treni a causa dei migranti: FuoriMuro scrive a sindaco, questore e prefetto

La società rieschia di dover interrompere il servizio

Migranti Ventimiglia stazione

Ventimiglia. Troppi migranti salgono di nascosto sui treni e spesso, per farlo, li danneggiano. Una situazione che va avanti da mesi, ma ora, al culmine dell’esasperazione, la società di servizi portuali e ferroviari FuoriMuro ha preso carta e penna e si è rivolta a sindaco, questore e prefetto per chiedere aiuto.

“Mi appello alle istituzioni affinché non ci lascino soli a fronteggiare le criticità”, si legge nella missiva inviata lo scorso 11 agosto a firma dell’ingegner Guido Porta, presidente e amministratore delegato della FuoriMuro S.r.l.

Le criticità, sottolinea l’ad, sono “ormai del tutto insostenibili per la nostra impresa” per la “presenza continua e crescente di migranti che tentano disperatamente di varcare il confine italiano nascondendosi a bordo dei nostri treni merci”.

“La condizione in cui ci troviamo a operare è sempre più ardua dal punto di vista umano – spiega Porta – E genera pesanti disservizi al nostro indotto”. Ritardi o mancate consegne delle merci, impegno di carri e contenitori e conseguente annullamento dei servizi, danni ingenti al materiale rotabile.

“I teloni dei contenitori che utilizziamo per trasportare la merce vengono squarciati dai migranti con l’obiettivo di potervisi introdurre. Le effrazioni – spiega l’ingegnere – Si verificano ogni giorno a Ventimiglia Fascio Esterno tra le 00,30 e le 5,50 del mattino, in quanto il treno è costretto a una sosta tecnica per l’interruzione notturna della linea lato Francia”.

I migranti che riescono a passare il confine clandestinamente, vengono poi trovati a Miramas, quando Captain France, l’impresa incaricata di frazionare il treno in Francia “trova costantemente all’interno delle casse un numero significativo di migranti (in alcuni casi addirittura un centinaio). Tra loro vi sono molte donne e bambini, fino ad oggi miracolosamente incolumi”, si legge nella lettera.

La situazione è diventata insostenibile a partire da giugno. E da due mesi, ormai, la società lancia appelli a Polfer e Rfi, arrivando ad invocare l’intervento dell’esercito. Fino ad ora, però, ogni appello sembra essere caduto nel vuoto.

Se le cose non dovessero migliorare, FuoriMuro, avverte il suo presidente, rischia di essere costretta a interrompere la propria attività.

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