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Terre di Grimaldi contro i no border di “Kesha Nyia” «Mai più a che fare con loro»

Avevano promesso di aiutare l'associazione a ripulire le spiagge ma non si sono presentati. E non sarebbe l'unica motivazione

Ventimiglia. Scrivono quelli di APS Terre di Grimaldi: «Ieri mattina durante l’operazione di pulizia abbiamo raccolto più di 100 sacchi di rifiuti. Vogliamo prima di tutto dire grazie al Comune e alla Docks Lanterna, che ci hanno aiutato con persone e mezzi. Grazie ai 4 volontari dei lavori socialmente utili, che hanno lavorato senza sosta e con entusiasmo. Grazie ai nostri soci, che come al solito si sono messi a disposizione senza risparmiarsi in un clima positivo e gioviale. Grazie ai volontari non ancora soci (ma lo saranno presto, vero?) che hanno capito e condiviso lo scopo di questa iniziativa e della nostra associazione».

Continua la nota stampa «Invece a chi non possiamo dire “grazie” è il collettivo di Kesha Niya, che prima ha aderito all’iniziativa promettendo addirittura 8 – 10 persone in supporto alla giornata di pulizia e poi non si è presentato nessuno, nemmeno a giustificare questa mancata presenza. Questo comportamento non rispecchia la volontà di “FARE” qualcosa per il territorio in cui, fino a prova contraria, li stiamo ospitando, nostro malgrado. Si sono presi pieno possesso degli spazi pubblici senza rispetto alcuno, vedasi come parcheggiano e lasciano per lunghe soste negli incroci i loro mezzi scassati, che non si capisce nemmeno se siano in condizione di trasportare viveri e se siano assicurati. Non rispettano i limiti di velocità, non rispettano gli spazi di manovra, non si preoccupano del rischio che fanno correre ai residenti e ai bambini, con gli usci delle case sul ciglio dell’unica strada presente. Se ne fregano dell’ incolumità altrui e se qualcuno gli dice qualcosa lo insultano oppure hanno il coraggio di fare gli offesi e di uscirsene con la filastrocca del “razzista/sessista/fascista/omofobo/capitalista ecc…”, anche se gli contestiamo di non rispettare il codice della strada e anche se i componenti del “collettivo” sono quasi tutti europei, bianchi e pure biondi. Trattano il nostro borgo come una latrina a cielo aperto, invadono le proprietà private e privatizzano abusivamente quelle pubbliche riducendole a discariche, fanno a casa nostra quello che a casa loro non gli sarebbe mai permesso di fare. Considerando che si vantano di dare assistenza ai migranti, dovrebbe partire dalla loro associazione l’iniziativa di tenere puliti i presidi, i luoghi occupati o di passaggio, ridotti a discariche. Noi abbiamo pulito parte di questi luoghi e c’è ancora tantissimo da fare e non ci tiriamo indietro anzi proseguiremo verso la parte bassa del paese dove la situazione di degrado è ancor più visibile considerando che si tratta di luoghi di alto passaggio. Abbiamo dedicato gran parte di questo comunicato ai “no borders” perchè tutti sappiano chi sono e cosa fanno: non si può più aspettare. Il rischio che la situazione degeneri è sempre più vicino: non è più possibile portare un cane fuori la sera, prendere la corriera di giorno, fare una passeggiata senza essere importunati e senza vomitare per il fetore degli escrementi e della sporcizia; atti osceni a qualsiasi ora del giorno, liti fra trafficanti con armi da taglio o improprie, svuotamento di liquidi neri e fangosi per il ciglio della strada, i panni stesi a tappezzeria sulla rete di protezione della frana, dove una volta si vedevano solo auto o moto a fotografare il magnifico panorama, e via così».

Concludono da Terre di Grimaldi «D’ora in avanti non ci interessa più avere alcun tipo di rapporto con il collettivo Kesha Nyia, e nessuno appartenente alla nostra associazione è autorizzato a parlare con loro se non a titolo personale. E ora abbiamo cose più importanti di cui parlare: il recupero dei terreni procede a gonfie vele. Stiamo recuperando anche 800 metri quadri di uliveto, di proprietà di uno dei nostri soci, e stiamo mettendo in piedi importanti sinergie con altre associazioni della zona. Continuate a seguirci perchè a Grimaldi non ci si annoia mai»