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Il commento

Stazione ferroviaria di Taggia, Gradi (+Europa): «Ancora furti e danneggiamenti»

«Persistono i reati nella terra di nessuno»

Taggia. «Una grande stazione ferroviaria, la più grande della provincia di Imperia, non solo sottoutilizzata (non fermano i treni veloci), ma, anche, abbandonata a se stessa: biglietteria chiusa, niente bar, niente edicola. Nessun controllo, neppure con telesorveglianza. Così il grande parcheggio (per buona parte, coperto) è, da tempo, teatro di continui reati. A cominciare da atti vandalici ai veicoli, furti (tentati e consumati): l’ultima razzia di veicoli è stata perpetrata nella notte tra il 28 e il 29 luglio (a quanto pare, da un gruppo di immigrati in transito verso Ventimiglia, improvvidamente fatti scendere dal treno a Taggia, invece di assicurarli alle forze di polizia). Ma si sono verificate situazioni di pericolo anche per gli utenti delle ferrovie: persone anziane e donne importunate da personaggi che non è piacevole incontrare. Per non parlare dei rifiuti e carcasse di veicoli abbandonati.
Il massimo degrado in un contesto pericoloso, sempre più assimilabile alla terra di nessuno» – afferma Mauro Gradi della direzione nazionale +Europa.

«La proprietà non può trincerarsi dietro al “privato”: è il parcheggio pubblico di una stazione ferroviaria. Per non parlare dei denari pubblici investiti per la realizzazione della grande stazione e l’ampio territorio occupato. E le autorità competenti devono intervenire, senza più indugiare: dalla telesorveglianza, ai controlli di polizia. In altri termini, occorre ripristinare alla stazione di Taggia lo stato di diritto. Poi, anche la politica, a cominciare dal Comune di Taggia, dovrà fare la sua parte» – dice Mauro Gradi della direzione nazionale +Europa.

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