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Il ricorso

Sostare con l’auto elettrica non ricaricando si può, avvocato di Sanremo vince causa contro il Comune

L'automobilista Edilio Grappiolo era stato multato dalla polizia municipale cinque volte per la stessa violazione di legge

Generico agosto 2021

Sanremo. Le colonnine di ricarica per auto elettriche non funzionano o sono dismesse, parcheggiare negli stalli verdi senza ricaricare si può. A stabilirlo è stato il giudice di Pace della Città dei Fiori che ha accolto il ricorso presentato da un avvocato sanremese, Edilio Grappiolo, fervente sostenitore della mobilità elettrica, colpito da cinque multe consecutive, comminate della polizia municipale nell’arco di pochi mesi, per aver sostato con il proprio mezzo elettrico sulle strisce verdi non ricaricando.

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Secondo quanto stabilito dal giudice Pierfrancesco Caffano, con sentenza depositata l’altro ieri, non si può multare un veicolo elettrico in violazione dell’articolo 158, comma 1 del codice della strada (Divieto di fermata e di sosta dei veicoli), quando questo è parcheggiato sulle apposite aree di ricarica pur senza essere collegato alla colonnina.

La decisione, relativa al primo dei cinque ricorsi presentati dal legale sanremese, è motivata sulla base del decreto legge 76 del 2020 che prevede la possibilità per le auto elettriche di sostare anche senza ricaricare, ma non più di un’ora. Per il giudice, “siamo in presenza di una norma di favore per i mezzi elettrici, volta ad incentivarne l’acquisto. Il legislatore ha quindi previsto la possibilità di sostare negli appositi spazi, a loro riservati, indipendentemente dal fatto che il mezzo sia in ricarica o meno. Per disincentivare le soste prolungate oltre l’ora, è prevista l’introduzione di tariffe che però non sono state applicate nel Comune di Sanremo”.

L’avvocato Grappiolo aveva contestato al comando dei vigili urbani (che si era difeso per mezzo di una memoria), la mancanza di un’ordinanza sindacale a sostegno del divieto di stazionamento per i mezzi non in ricarica, affisso al Palafiori (vedi foto).Non essendo pervenuta traccia dell’ordinanza in giudizio, il giudice ha presupposto che il cartello fosse stato posizionato ante riforma numero 76 del 2020, quando effettivamente era vietato sostare senza ricaricare, anche per brevi periodi di tempo. Data la particolarità della materia del contendere, le spese di lite sono state compensate tra le parti.

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