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Sanremo, l’artista spagnola Houda Bakkali visita la mostra "Il Festival della Moda Maschile 1952 1990" - Riviera24
Al casinò

Sanremo, l’artista spagnola Houda Bakkali visita la mostra “Il Festival della Moda Maschile 1952 1990”

Insieme al presidente del Consiglio Comunale di Sanremo Alessandro Il Grande

Alessandro Il Grande e Houda Bakkali

Sanremo. Oggi il presidente del Consiglio Comunale di Sanremo, Alessandro Il Grande e l’artista spagnola Houda Bakkali hanno visitato la mostra: “Il Festival della Moda Maschile 1952 1990 – La grande Bellezza dei
Maestri Sartori”.

Hanno apprezzato gli abiti esposti con particolare attenzione alla giacca del presidente Kennedy del 1963. Sono rimasti colpiti dai brand che hanno partecipato all’esposizione, tra cui la Maison Litrico, Attolini Cesare Spa, la Sartoria Gallo con i dodici abiti dei Presidenti della Repubblica, la Maison Marinella, ma anche Fondazione Zegna, Piacenza.

L’esposizione sarà visitabile anche il 17 agosto dalle 15 alle 23 ad ingresso libero con il controllo della certificazione verde Covid-19 (Green Pass).

La mostra organizzata dal Casinò di Sanremo, Confartigianato nazionale, il Comune di Sanremo, con il patrocinio del Ministero della Cultura, la collaborazione degli Annali della Moda del 900, del periodico Arbiter , curata dalla dott.sa Federica Flore, storica dell’Arte, dedicata al Festival della Moda Maschile si compone di diversi momenti espositivi. Uno dedicato alle testimonianze delle tante edizioni del Festival con alcuni dei protagonisti e delle loro creazioni, quello dedicato al periodico Arbiter con una selezione delle migliori copertine d’autore dipinte da importanti artisti ed ancora la sezione riservata a “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino firmata Attolini Cesare Spa, in cui si possono ammirare una selezionata presenza delle giacche che “Jep Gambardella”, al secolo Toni Servillo, indossò nell’omonima pellicola premio Oscar 2014, un’altra pietra miliare nella storia della Sartoria italiana.

I visitatori potranno ammirare in un viaggio, raccontato dalla rivista Arbiter, e dal suo direttore Franz Botrè, nella storia del gusto e dell’ ”ago e filo” pensato al maschile attraverso i protagonisti della Sartoria e dei grandi Maestri dei tessuti, quei “drappieri” che esaltarono ed esaltano il Made in Italy. Pagine e pagine della narrazione della sartoria italiana che riportano a Sanremo il ricordo di sartori come Angelo Litrico, la cui eredità è stata raccolta e valorizzata dal nipote lo stilista Luca. Alla Maison di Alta Moda Litrico si devono alcuni dei capi esposti che caratterizzano l’alta Sartoria come forma d’arte, veri capolavori, resi immortali dalle persone che li indossarono.

Tra questi l’abito Dinner Jacket 3 pezzi, completo di papillon in kid mohair grigio e raso seta, realizzato per il presidente J.F. Kennedy nel 1963. Lo smoking grigio con revers a scialle è stato cucito per John Fitzgerald Kennedy a giugno del 1963, in lana mohair con gilet in seta. Fa parte di un intero guardaroba che la Sartoria Litrico con Angelo creò per il Presidente. Sempre provenienti dal patrimonio storico della Maison Litrico inserito negli Annali della Moda del Novecento l’Abito Dinner Jacket in panno verde, due pezzi, realizzato per l’Attore Rossano Brazzi nel 1958, un secondo Abito Dinner Jacket sempre verde, ma in broccato di lana, forgiato per il cosmonauta James Irwin a fine anni ’70 / primissimi anni ’80. Il pantalone è in fresco di lana nero con banda laterale in seta, ed ha un gilet e papillon color beige in tessuto Cupro/Bemberg. Sono testimonianze uniche del resoconto di anni e anni di Alta Sartoria patrimonio nazionale, come gli abiti dedicati ai presidenti della Repubblica custoditi dalla Sartoria Gallo con Luigi Gallo, presidente Camera Europea dell’Alta Sartoria, un omaggio all’Italia Repubblicana nel 75esimo anniversario della sua costituzione: “La stoffa del Presidente. Settant’anni di stile italiano visti attraverso l’eleganza dei Presidenti della Repubblica”. I tessuti dei capi sono di Loro Piana, Carnet e Fratelli Tallia Delfino.

Abiti che diventano icone ricordando l’impegno di chi li ha indossati ma anche eventi che appartengono al mondo dello sport e dello spettacolo come la giacca di Tony Renis vincitore al Festival di Sanremo, firmata da Francesco Orlandi e custodita dal Sartore Santo Zumbino come gli abiti di Giacinto Facchetti risalenti agli anni gloriosi della sua Inter. Ancora eleganti frac o capi da sera che segnarono l’evoluzione dello stile attraverso il circolo Mediterraneo dei sarti, ma anche dai sartori Franco Puppato e Carlo Donati, una storia che emoziona per cui fu creato anche il marchio “SanRemo” a denominare capi che nascevano sulla Riviera dei fiori, oggi diffusi a livello europeo con il gruppo Inghirami. E Marinella partecipa con la collezione “Archivio” da cui promana un arcobaleno di cravatte ma anche di accessori che tutto il mondo ci invidia, mentre i drappieri d’Italia sono meravigliosamente rappresentati dai tessuti della Fondazione Zegna, che con Arbiter sostenne il Festival della Moda Maschile di Sanremo, dalla Fondazione Famiglia Piacenza, che testimonia tre secoli di professionalità e creatività, e da quelli della Drago tessuti, sempre in linea con il suo blasonato passato. Proprio dallo scrigno della storia della Fondazione Famiglia Piacenza lanieri da secoli, esce uno splendido abito in lana indossato negli anni sessanta da Guido Piacenza.

«Si ringraziano, tra gli altri, della presenza Attolini Cesare Spa, Maison Litrico, Drago tessuti, Fondazione Famiglia Piacenza, Fondazione Zegna, le Sartorie Blasi, Ciardi, Donati, Gallo, Marinella, Puppato, Visone, Santo Zumbino, il Circolo Mediterraneo dei Sarti, il Gruppo Inghirami per il marchio “SanRemo” i Maestri Sartori Gran Ufficiale Luigi Fant, Luigi Montaguti» – dicono gli organizzatori.

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