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L'emergenza

Profughi afghani a Sanremo, Asl1 effettua 206 tamponi. Molti sono già vaccinati

Vescovo Suetta rilancia appello a donazioni; anche mons. Borghetti pronto ad aiutare

Afgani Sanremo rifugiati

Sanremo. Molti dei 206 profughi afghani che all’alba di lunedì scorso sono arrivati a Sanremo a bordo di cinque pullman dell’esercito italiano partiti da Roma sono già stati sottoposti a vaccinazione anti Covid-19 quando si trovavano nel loro paese. E’ quanto emerso stamani, quando due infermiere e un medico dell’Asl1 Imperiese si sono recati nella base logistica militare di via Lamarmora per effettuare il primo dei due tamponi previsti per la sorveglianza attiva degli ospiti.

Lunedì prossimo l’Asl effettuerà un secondo tampone e, se l’esito sarà negativo, i profughi potranno lasciare le stanze a loro assegnate dal ministero dell’Interno che, tramite la Prefettura, dovrà ricollocarli in altre strutture.

Nel frattempo, continua la gara di solidarietà dei cittadini nei confronti di donne, uomini e bambini fuggiti dall’Afghanist tornato in mano ai Talebani. A rilanciare l’appello della Croce Rossa, che ha chiesto donazioni di ogni bene per i profughi, è stato anche monsignor Antonio Suetta, vescovo della diocesi di Ventimiglia-Sanremo. Suetta ha invitato «la comunità diocesana tutta ad affidare nella preghiera al Signore la situazione generale e le storie delle singole persone che stanno arrivando nella nostra città di Sanremo a causa del regime talebano re-instauratosi in Afghanistan» e ha sensibilizzato i parroci e i fedeli «a partecipare attivamente a sostegno delle iniziative già avviate dalla Croce Rossa Internazionale».

Per quanto riguarda una possibile accoglienza delle famiglie al termine della quarantena, Suetta ha affermato: «Abbiamo provato a pensare a una possibile accoglienza, ma purtroppo non abbiamo situazioni dove poterla effettuare. Sarebbero dei posti limitatissimi e non facilmente gestibili in connessione con le altre realtà dedite all’accoglienza. Lo faremmo volentieri, ma seppur volendo, ad oggi non siamo in grado di poter pensare a ospitarli». Le porte, però, non sono chiuse: «Vedremo come evolve la situazione – conclude il vescovo – Magari si potranno trovare forme di collaborazione».

Pronto ad offrire aiuto ai profughi il vescovo della diocesi di Albenga-Imperia, monsignor Guglielmo Borghetti: «Ad ora non abbiamo ricevuto nessuna richiesta – ha affermato – Ma di certo faremo tutto quanto ci è possibile».

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