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Monesi, Rinaldo Sartore: «Dopo cinque anni ancora cumolo di detriti» - Riviera24
Il commento

Monesi, Rinaldo Sartore: «Dopo cinque anni ancora cumolo di detriti»

«La seggiovia è ancora in stato di abbandono e non sarà funzionante neppure nel 2022»

Monesi

Mendatica. «Desidero esprimere il mio modestissimo punto di vista sulle vicende di Monesi e anzitutto preciso che le seguenti riflessioni, spesso critiche, sono sempre dettate dal desiderio di contribuire a sensibilizzare e sollecitare le competenti autorità a realizzare, nel più breve tempo possibile, la messa in sicurezza della frazione di Monesi di Mendatica oltreché il collegamento della s.p. 1di Monesi in corrispondenza del tratto franato. I miei precedenti articoli su Monesi non nascondevano le inevitabili e oggettive critiche ai tempi biblici che hanno caratterizzato il recupero di Monesi. Recupero che, a parte i poco più di 600 m. di deviazione alla s.p.1, spacciati per 1200 m., è ancora di là da venire; dopo cinque anni! Ancora oggi, un cumolo di detriti
all’inizio di Monesi di Mendatica, simboleggia il reale immobilismo continuamente malcelato, anzi dipinto, dai periodici annunci e promesse delle autorità competenti» – fa sapere Rinaldo Sartore.

«Non sono mancati gli interventi di chi era, ed è, di parere opposto; e ciò è normale. Però faccio fatica a considerare normale il travisare completamente i fatti e confondere i sogni con la realtà. Pensate che in uno degli ultimi interventi su un noto giornale sabaudo, con pagine dell’imperiese, il 14 luglio scorso a pag.35 a proposito
del recupero della seggiovia biposto si legge: ”Struttura che era stata gravemente danneggiata dall’alluvione del novembre 2016 e ulteriormente disastrata da quella dell’ottobre 2020. In passato era attiva soprattutto in estate, utilizzata anche da molti ciclisti che portavano le loro bici in quota”. Soprattutto in estate? Caro signor Marco Corradi devo farle notare che l’attuale seggiovia di Monesi, inaugurata nel 2008, non ha mai funzionato nei mesi estivi. Fu il precedente impianto costruito nel 1953 dalla ditta Marchisio di Cuneo a funzionare fino a inizio anni ‘80 anche d’estate quando a Monesi, dal 15 giugno al 15 settembre di quegli anni salivano 8-10 pullman turistici al
giorno (Agenzia Galeani di Alassio). Lo stesso quotidiano il 30 u.s. a pag. 43 titolava ”Rilancio di Monesi. Un accordo fra enti”. L’ennesimo annuncio mieloso che dipinge una situazione immaginaria. Intanto la seggiovia, insensibile alle intenzioni e agli annunci, è ancora in stato di abbandono e non sarà funzionante neppure nel prossimo 2022, purtroppo. Questo va detto! Bisogna che qualcuno avvisi la “cabina di regia” che gli atteggiamenti che hanno causato il dissolvimento della Piccola Svizzera, quei metodi e quegli stessi errori non
potranno mai far risorgere Monesi. Le risorse fiscali generate dalle seconde case delle due Monesi dovrebbero confluire in un’unica cassa ed essere investite nelle rispettive frazioni; frazioni che dovrebbero dipendere da un solo Comune. Comune che per ragioni logistiche, oltreché logiche, dovrà essere quello di Mendatica» – afferma Rinaldo Sartore.

«A mio modesto avviso quella delle due Monesi è una situazione anacronistica e sconcertante che periodicamente viene ignorata, ridipinta e mascherata dai molti cortigiani, con gli stessi annunci modificati o con pezzi di cronaca romanzata. Se guardiamo alla storia di Monesi ci accorgiamo che la modalità “indietro tutta” ha radici profonde e antiche. All’inaugurazione della stazione sciistica, correva l’anno 1953, seguirono circa venticinque anni di splendore tanto che fu definita La Piccola Svizzera. Poi fra gli anni ’75 e ’80 le prime chiusure, il pronto soccorso, la tavola calda da 500 coperti a giro, la piscina riscaldata, la pista illuminata x lo sci notturno denominata Baby (che tanto baby non era). Tra gli anni ’80 e ’85 chiusero il pattinaggio sul ghiaccio, aperto anche d’estate- la tavernetta/Nigt Club, e la sciovia Ubaghetto, l’Albergo Ristorante La Gran Baita a San Bernardo di Mendatica, Albergo-Ristorante e Bar La Capanna, Monesi di Mendatica, servizi igienici a Monesi di Triora, e amarum in fundo, la seggiovia con prima, seconda e terza fermata! Nel 1988 chiuse il glorioso Albergo Ristorante Redentore magistralmente gestito dai coniugi Guido e Lisa Lanteri. Nel ’90 fu la volta dell’Albergo Ristorante Mongioje a Case di Nava, nel 2000 il Bar del Plateau, nel 2005 e la sciovia Tre Pini nel 2008, l’alimentari con forno a Monesi di Triora, 2015 Alimentari, Trattoria e Bar “Un post ar suu” a Piaggia. Gli ottimi alberghi, ristoranti Lorenzina a Forti di Nava e San Carlo a Trappa frazione di Ormea resistono stoicamente anche se dal 2017 sono aperti solo d’estate. Sento già gli alibi dei seguaci di Tafazzi, o tafazziani: il riscaldamento globale, le scarse nevicate. Negli anni 70? ‘… Non nego che recentemente le precipitazioni nevose siano diminuite, ma gli stessi fenomeni non hanno risparmiato le altre stazioni sciistiche del basso Piemonte, vedi Limone, Prato Nevoso, Frabosa Soprana ecc. Sarà
forse che i colleghi piemontesi si sono gradualmente adeguati alle mutanti condizioni climatiche, con la neve programmata? Vuoi vedere che i turisti hanno seguito e premiato le località che si sono dotate anche di altri impianti sportivi oltre alle piste da discesa come lo sci di fondo, piuttosto che campi da tennis, parchi giochi, escursioni guidate, parchi divertimenti per le famiglie, eventi ricreativo-culturali di ogni genere e parcheggi? Non sarà anche che i concorrenti hanno anzitutto voluto dimostrare, con i fatti, la loro gratitudine a chi ha costruito o ristrutturato le seconde case contribuendo in modo determinante alla lenta conversione dell’economia agricolo-
pastorale alle attività turistiche. Il comune di Triora, lontano capoluogo di Monesi di Triora, appunto, che di fatto è una sorta di feudatario della sua frazione; incassa oltre 50mila euro di Imu sulle seconde case di Monesi di Triora; tutte nel suo feudo. Lo stesso feudatario non ha mai organizzato alcunché per lo svago dei suoi sudditi, non
ha mai provveduto a realizzare decorosi servizi igienici; o meglio, ne ha realizzati più d’uno, ma nel capoluogo!» – dice Rinaldo Sartore.

«Quella di Monesi è una storia di un mesto e orgoglioso cupio dissolvi in atto da oltre quarant’anni che nessuna delle varie amministrazioni pubbliche, comunali, provinciali e regionali ha mai voluto contrastare. Non importa se
lentamente “frana” tutto; l’importante è che l’orchestra continui a suonare. Mentre un inchino e un plauso sento di doverlo ai titolari delle attività turistiche sopravvissute al clima peggiore; quello da indietro tutta e alle recenti chiusure per Covid-19: Bar Vittoria, La Vecchia Partenza, Hotel Ristorante San Bernardo e Rifugio la Terza sul monte Saccarello. Un plauso speciale lo riservo a Monica Arnaldi per il suo coraggio di risalire la corrente con il suo nuovo B&B DolceMente a Piaggia sperando che sia di buon auspicio!» – conclude Rinaldo Sartore.

DolceMente B&B
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