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Imperia, ultimo appuntamento di “A San Pietro la notte rischiara” - Riviera24
Domenica 29 agosto

Imperia, ultimo appuntamento di “A San Pietro la notte rischiara”

Conversazione con Giulia Ricca dal titolo: "L'Oratorio di San Pietro, contenitore di quattro secoli di culti e liturgie"

Oratorio di San Pietro

Imperia. Ultimo appuntamento del ciclo “A San Pietro la notte rischiara” organizzato dalla Confraternita di San Pietro Apostolo nel suo oratorio situato nella parte medioevale della antica città, in Salita San Pietro a Porto Maurizio a Imperia.

A San Pietro la notte rischiara

«La manifestazione si è dipanata in quattro serate, tutte finalizzate ad approfondire la nostra conoscenza storica non solo della confraternita e dell’edificio, ma anche della restante parte della nostra città. Domenica 29 agosto alle 21 è prevista una conversazione con Giulia Ricca dal titolo: “L’Oratorio di San Pietro, contenitore di quattro secoli di culti e liturgie”. L’architetto Ricca ha brillantemente concluso i suoi studi universitari presentando una tesi appunto sulla nascita ed evoluzione del nostro oratorio. E’, quindi, la persona adatta per illustrarci, alla luce delle sue ricerche, non solo la struttura che conosciamo, ma anche, attraverso documenti inediti, alcune delle vicissitudini costruttive dell’edificio. Senza anticipare nulla della sua conversazione, possiamo comunque, per sommi capi, introdurre il visitatore alla serata, snocciolando alcune notizie storiche propedeutiche alla conversazione» – dicono gli organizzatori.

Oratorio di San Pietro

«L’attuale oratorio di san Pietro viene costruito nel 1601, ex novo, sui ruderi della antica chiesa privata di san Pietro, già citata negli statuti cittadini del 1405, e regalata, assieme al terreno circostante, dai fratelli Barla, gli stessi che donarono il terreno per l’edificazione della chiesa di santa Chiara. L’opera di edificazione è da ascrivere al priore dell’epoca, Accellino Gandolfo. Egli era un grande finanziere, ed ereditata la chiesa “ruinata” dal priore precedente, in poco meno di un anno costruisce appunto un oratorio, grande circa tre volte la antica piccola cappella. Questo nuovo edificio aveva le caratteristiche dettate dal Cardinale Borromeo, in epoca post tridentina e cioè: era rettangolare, aveva un solo altare e non aveva alcun affresco alle pareti. Esso rimase perciò in questa struttura e spoglio di pitture parietali fino all’anno 1789/91, quando si fanno le migliorie che ancor oggi possiamo ammirare. Ce ne parla il Notaio Angelo Tomaso Gazo, uno dei nostri priori, nominato a questa carica nel 1821:
“A.D. 1789: Si restaura l’Oratorio a cui si fa la porta maggiore, facciata, loggiato e scalinata verso ponente. Si dipinge al di dentro dal Sig. Tommaso Carrega di qui, e finalmente si rendono perfezionate tali opere nel 1790, mentre per l’avanti il locale eri in rustica forma e non rappresentava che la figura d’un magazzeno, con piccolo campanile. Tutto ciò si eseguì sotto il Priorato del signor Leonardo Guasco che ebbe la conferma per un biennio”. Questa nota olografa è presente in calce all’Albero Genealogico dei Priori e sotto Priori dal 1599 ad oggi, che è conservato nella Sacrestia dell’Oratorio di san Pietro. L’annotazione è scritta in latino “Notarius Angelus Thomas Gazo conf.a fecit An. Dni. 1827 die 25 Augustij”» – anticipano.

Oratorio di San Pietro

Il Priore, Giorgio Ansaldi, invita quindi il fedele, l’appassionato di storia, e gli ospiti estivi alla partecipazione a questa serata culturale, ricordando che l’ingresso è libero, fino alla capienza massima consentita. Non è necessaria la prenotazione, ma si dovranno rispettare le norme anti covid in vigore alla data della manifestazione.

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