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Il reportage

Case sventrate e ponti crollati, viaggio nella val Roja ferita dalla Tempesta Alex fotogallery

A dieci mesi dal passaggio del ciclone che ha seminato morte e distruzione

Breil-sur-Roya. Il passaggio c’è, la strada in alcuni tratti non più. A dieci mesi dalla notte tra il 2 e il 3 ottobre del 2020, quando la tempesta Alex si abbatté sulla val Roja, la RD6204 (ovvero la parte francese della nostra statale 20), è nuovamente, quasi tutta, percorribile. Intervallata da cantieri e semafori che limitano il transito a un solo senso di marcia, certo. Ma un collegamento, anche se difficoltoso, c’è.

Fango e acqua di quei terribili giorni d’autunno non ci sono più. Restano le immagini terribili, impresse nella mente degli abitanti,  e le ferite, ancora visibili: nastri bianchi e rossi a sbarrare l’ingresso in case sventrate; giochi di bambini trascinati in una piscina vuota; lamiere accartocciate come cicche di sigarette spente; strade sprofondate, ingoiate dal passaggio vorticoso del fiume in piena.

Breil, Fontan, Saorge, Tenda sembrano città sopravvissute a un bombardamento che cercano faticosamente di ricominciare a vivere. Il Roja oggi non fa paura. Una diga provvisoria, a Breil, limita la portata di un fiume che lo scorso ottobre è esondato in più punti, trascinando nella sua piena alberi, ponti, strade e anche case.

Due ruote spuntano ancora da un cumulo di macerie, segno inequivocabile che sotto tonnellate di metri cubi di terra ci sono ancora sepolte delle auto.

Nel cuore della valle scorre una strada dal doppio nome: la statale 20, in Italia, che i francesi chiamano Route Départementale 6204. Due denominazioni differenti per la stessa lingua d’asfalto oggi fortemente danneggiata e, in alcuni tratti, inesistente.

Decine i cantieri aperti. Nel tratto francese i lavori continuano anche in questa settimana di Ferragosto. Riportare, al più presto, la val Roja a una vita normale è una priorità.

Il laghetto di Breil non esiste più. Il Roja, nella città che porta il suo nome, non è stato clemente. Gli argini del fiume si sono rotti. L’acqua e il fango hanno invaso le case, portando morte e distruzione. Le immagini sono drammatiche. Acqua e fango hanno lasciato il posto a polvere e macerie e, dopo dieci mesi, tutto questo fa ancora male.

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