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Reunion

Rimpatriata per l’Arma-Taggia calcio a trent’anni da una salvezza miracolosa

La squadra guidata da Pino Fichera fu protagonista di straordinarie performance tanto da risalire la classifica del campionato di Promozione fino alla salvezza

Rimpatriata Arma-Taggia calcio

Taggia. Rimpatriata a trent’anni da una salvezza miracolosa per diversi calciatori dell’Arma-Taggia con una pizzata in un noto locale di Arma di Taggia. La squadra, con moltissimi giovani, guidata da Pino Fichera, affrontò il campionato di Promozione. Alla fine del girone di andata era ultima con 8 punti. Nel girone di ritorno fu protagonista di ripetute straordinarie performance tanto da risalire in classifica fino ad arrivare all’ultima di campionato a giocarsi, per uno scherzo del calendario, la salvezza con il Quiliano. Con una vittoria si sarebbe salvata, con un pareggio sarebbe retrocessa e la salvezza sarebbe andata alla squadra savonese. E vittoria fu con una splendida rete su conclusione da fuori area di Fabrizio Lucarelli.

«A Natale – ricorda Fichera – quando eravamo praticamente spacciati dissi ai ragazzi che nulla era perduto. Avremmo dovuto impegnarci e lavorare ancora di più per dimostrare che potevamo restare nella categoria meritandola. Ci riuscimmo». Il presidente Giovanni Gregorio si affidò invece alla scaramanzia: «Se ci salviamo – proclamò solennemente – andrò a piedi fino a Carpasio». Promessa che poi, zaino in spalla, mantenne.

Nel corso della serata oltre allo stesso Gregorio e Fichera, sono intervenuti anche Gianluca Gregorio, Lotti (che in seguito si dette con ottimi risultati al rugby e oggi allena in Francia), Malatesta, Calzetta, Von Mayer, Lucarelli, Benincasa, Nepita, Menzione, Mela, Calzetta e Santamaria. Numerosissimi gli aneddoti raccontati ed episodi riaffiorati nella memoria. «La domenica della salvezza – ha ricordato il presidente Gregorio – festeggiamo alle caserme. Avevo mangiato molto e anche bevuto convenientemente. Tornai a casa alle, 2 un po’ brillo. Mi misi a dormire. Ma alle 4 venni svegliato dal campanello. Erano i nostri giocatori! Così mi ritrovai tutta la squadra in casa a continuare la baldoria!».

(Nella foto i partecipanti alla rimpatriata)

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