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Potenziamento del Saint Charles di Bordighera, Tomatis (Fp-Cgil): «Da Toti sei anni di parole, quando i fatti?»

Il sindacalista: «Convinta la popolazione delle meravigliose opportunità di assistenza, mentre di fatto la situazione reale peggiorava sempre più

Bordighera. Privatizzazioni dell’ospedale Saint Charles e rassicurazioni date ai sindaci nelle recenti visite del presidente Toti in provincia di Imperia, a prendere la parole è Tiziano Tomatis della Funzione pubblica-Cgil. Il sindacalista attacca il presidente di Regione Liguria e assessore alla Sanità.

«Nell’incontro del 2 giugno il governatore ligure ha affermato che il percorso di privatizzazione dell’ospedale di Bordighera ha ripreso l’avvio dopo lo step dovuto alla pandemia. Ha dichiarato altresì che viste le problematiche giuridiche, legate soprattutto al lotto savonese, ci vorrà un po più di tempo nella definizione, così anche per il fatto che si dovrà rivedere l’Accordo in quanto le situazioni si sono modificate a partire dai bisogni assistenziali e alla nuova riforma dell’intero sistema sanitario, definito dallo stesso governatore come il “rinnovo più importante dagli anni 70”. Ha aggiunto che grazie ai finanziamenti dello Stato (PNRR) si potrà prospettare una più efficiente e competitiva sanità nell’estremo ponente. Ma aggiunge che tutto questo non si potrà attuare nel breve periodo così come non si riuscirà a sanare, sempre nell’immediato, l’atavica e perdurante carenza di personale sanitario».

E quindi l’affondo di Tomatis: «Bene, al netto dei buoni propositi e delle notizie confortanti che vengono riproposti, il dato concreto e tangibile di oggi resta quello delle sole parole. Parole che, da sei anni hanno avuto l’unico scopo di convincere la popolazione creando immagini virtuali offrendo meravigliose opportunità di assistenza e di cura mentre di fatto la situazione reale peggiorava sempre più.

Non è per mancanza di fiducia ma forse sarebbe più corretto e avrebbe più senso iniziare davvero a dare segnali verificabili, che si possano toccare con mano o per meglio dire; poter finalmente aver garantiti e poter accedere ai servizi assistenziali e di cura che da oltre sei anni sono venuti meno. Così come è necessario ripristinare il giusto rispetto a tutti i lavoratori che in questi giri di giostra si sono ritrovati a dover essere continuamente spostati da un servizio ad un altro, a smantellare reparti e rimontarli in altre sedi facendo venir meno, oltre ai gravi disagi personali e professionali, l’efficienza della continuità assistenziale.

Sarà pertanto solo con una concreta garanzia delle cure a tutti i cittadini nel rispetto dei principi fondamentali sui quali si basa il Sistema Sanitario ( universalità, uguaglianza e equità), e con una adeguata considerazione e riconoscimento dei lavoratori professionisti che si potrà finalmente avere, anche per questa Provincia, una sanità non più discriminata rispetto al resto del territorio. Crediamo e sosteniamo che ad oggi le sole parole (seppur confortanti) non siano più sufficienti e che si debba obbligatoriamente e rispettosamente onorarle con i fatti», conclude Tomatis della Cgil.