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Nell’Imperiese la ripartenza dell’Italia raccontata attraverso lo sguardo dei portalettere

«Un anziano rimasto solo mi ha scritto una lunga lettera di ringraziamento per la presenza durante il difficile periodo dell'isolamento», dichiara Fabio Di Donna, decano del recapito ventimigliese, operativo in pieno lockdown nella zona di San Secondo

Imperia. «Per noi l’Italia è sempre stata zona bianca. I nostri portalettere e i nostri uffici postali sono stati sempre in prima linea per assicurare ai cittadini i servizi essenziali». Questa la dichiarazione dell’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante e dal Condirettore Generale Giuseppe Lasco.

Ogni giorno, nel suo giro per le strade del quartiere, il portalettere incontra nuovamente le famiglie, ma anche i commercianti, i liberi professionisti e i ristoratori. I portalettere dei cinque Centri distribuzione imperiesi (Sanremo Recapito/Ventimiglia 2/Imperia Recapito Spontone/Ospedaletti/Taggia) raggiungono quasi 36mila civici e oltre 15mila attività, tra uffici e negozi. Tutti clienti che Poste Italiane ha sempre supportato in questo ultimo difficile anno, consolidando il proprio ruolo nel tessuto sociale ed economico del Paese.

In particolare, nel Centro Distribuzione Ventimiglia 2, i portalettere raggiungono quasi 7000 civici e circa 2500 attività tra uffici e negozi, situati in Val Roia, fino ai confini francesi, in Val Nervia e in Val Verbone

Uno di questi portalettere è Fabio Di Donna, decano del recapito ventimigliese, operativo anche in pieno lockdown nella zona di San Secondo, che dice: «Un anziano rimasto solo mi ha scritto una lunga lettera di ringraziamento per la presenza durante il difficile periodo dell’isolamento. Oggi, nonostante la riapertura, molti anziani del quartiere ancora esitanti: infatti per qualcuno è stata un’esperienza drammatica, per qualche altro si è conclusa positivamente e io, vivendo tutto ciò insieme a loro, ho sentito che, in questo mestiere, la compassione è la parola chiave che può fare la differenza!».

La ripresa è percepibile anche nei sorrisi nascosti dietro le mascherine durante i giri di consegna sempre svolti nella massima tutela della salute di tutti, mantenendo il giusto distanziamento sociale. In oltre 400 giorni di emergenza sanitaria, i portalettere imperiesi, non solo hanno consegnato lettere e pacchi (3300 è la media complessiva Pacchi lavorati giornalmente dai 5 centri imperiesi), ma hanno anche offerto servizi innovativi, dando il proprio contributo concreto alla digitalizzazione del Paese.

L’azienda continua a modernizzare l’Italia, fornendo a tutti la possibilità di utilizzare prodotti e servizi in completa sicurezza, tramite il sito internet e una vasta gamma di app. Una missione sociale mai venuta meno a conferma del ruolo sempre più centrale di Poste Italiane nel sistema Paese.