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Nasce Coalizione Mondiale dei Farmers Market, Coldiretti Liguria: «Ridurre la dipendenza dall’estero»

«I prezzi mondiali dei prodotti alimentari hanno fatto segnare un aumento del 33,9% rispetto allo scorso anno per effetto delle tensioni generate dall’emergenza Covid»

Genova. «I prezzi mondiali dei prodotti alimentari hanno fatto segnare un aumento del 33,9% rispetto allo scorso anno per effetto delle tensioni generate dall’emergenza Covid che ha tagliato il potere di acquisto e aumentato la povertà alimentare». E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell’avvio del pre-summit dell’Onu sui sistemi alimentari con l’intervento del presidente del Consiglio Mario Draghi, sulla base dell’indice prezzi Fao a giugno. Alla luce di questo scenario, anche l’Italia è scesa in campo con la Food coalition, formata da oltre 40 Paesi, che come primo atto ha visto la nascita della prima Coalizione Mondiale dei Farmers Market per rispondere alla richiesta di cibi sani e locali da parte dei consumatori e alla necessità di garantire gli approvvigionamenti alimentari in tutto il mondo.

«Con la pandemia si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza per gli effetti dei cambiamenti climatici che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per garantire l’alimentazione delle popolazione – evidenziano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa. L’emergenza Covid sta innescando un nuovo cortocircuito sul fronte delle materie prime e l’aumento delle quotazioni conferma che l’allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza, ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali e creare nuovi posti di lavoro».

«Per cogliere un’opportunità unica abbiamo elaborato e proposto per tempo progetti concreti immediatamente cantierabili per l’agroalimentare con una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale in grado di offrire un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni. Sono i piani strategici elaborati dalla Coldiretti insieme a Filiera Italia nell’ambito del Recovery plan poiché bisogna ripartire dai nostri punti di forza e l’Italia concludono – è prima in Europa per qualità e sicurezza dell’alimentazione dove è possibile investire per dimezzare la dipendenza alimentare dall’estero».