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Imperia, Alessandro Lupo: «Che anni alla Samp con Mancini e Vialli»

L'ex mister neroazzurro racconta le sue esperienze col commissario tecnico campione d'Europa e col capo delegazione azzurro

Imperia. «Mancini era già un leader di poche parole allora, mentre Vialli era più disponibile e prodigo di consigli con noi giovani, in particolare con gli attaccanti come me». Alessandro Lupo, ex tecnico di Sanremese e Imperia, appena passato sulla panchina dell’Albenga, racconta con un pizzico di nostalgia ma anche con orgoglio la sua esperienza di giovane bomber della Primavera della Sampdoria di Paolo Mantovani e degli allora gemelli del gol Roberto Mancini e Gianluca Vialli, entrati nella leggenda del calcio (nella storia c’erano già) dopo il trionfo dell’Italia a Wembley di domenica sera.

Lupo, oggi annoverato tra i tecnici più quotati del panorama dilettantistico ligure (non a caso)  ha collezionato decine di panchine e ritiri al Ciocco agli ordini di Vujadin Boškov in quella Sampdoria che oggi tutti celebrano,  durante i quali divideva la camera con un altro componente dello staff tecnico azzurro campione d’Europa, Attilio Lomabardo.  Nella foto ufficiale della squadra il neo tecnico dell‘Albenga è seduto proprio sotto al commissario tecnico neo campione d’Europa.

lupo mantovani

«C’erano veramente tutti gli attuali collaboratori di Mancini -ricorda Alessandro Lupoanche Salsano (una pur breve esperienza in panchina anche nell’Imperia ndr) e Nuciari preparatori dei portieri, che ha avuto sotto le sue cure Donnarumma, tanto per dire».

Come ha vissuto Lupo questi Europei e in particolare la finale? «Premetto che non sono tanto nazionalista e che non vado in piazza a festeggiare, però, devo riconoscere che Mancini ha fatto un capolavoro. Ha vinto un Europeo senza schierare mai una punta centrale. Chiellini e Bonucci nella finale sono stati mostruosi, come Donnarumma e Jorginho a centrocampo. Credo che sia stato tutto perfetto», è la l’analisi tecnica di Lupo.

«In quella Sampdoria che oggi tutti gli italiani ricordano gli attaccanti titolari erano, appunto, Mancini e Vialli, in panchina Maurizio Ganz e Marco Branca. Io giocavo nella Primavera e spesso svolgevo gli allenamenti con la prima squadra e, la domenica, in caso di defezioni nel reparto offensivo venivo aggregato, prima di giocare in serie B e soprattutto molti anni in C. Ho imparato tantissimo e ho ricordi fantastici».