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Gori beauty & hair school di Taggia, la sentenza slitta a settembre

Arringa di oltre un'ora dell'avvocato Marco Bosio a difesa dell'imputato

Arma di Taggia. Il giudice monocratico del Tribunale di Imperia Francesca Minieri ha rinviato al 9 settembre il processo nei confronti di Paolo Gori, titolare della “Gori beauty & hair school” di Taggia, accusato di truffa allo Stato, per una presunta percezione indebita di erogazioni pubbliche, e falso.

Il 9 settembre sono attese eventuali repliche del pm, Luca Scorza Azzarà, che ha chiesto una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione per l’imputato. Poi la sentenza.

Oggi, invece, il legale di Gori, l’avvocato Marco Bosio, ha discusso per oltre un’ora la posizione del suo assistito: una lunga e articolata arringa, in cui Bosio ha sviluppato tutti gli argomenti della difesa, contestando sia l’accusa di falso che quella di truffa. Al termine dell’arringa, l’avvocato ha chiesto l’assoluzione per l’imputato, oppure, qualora il giudice decidesse di condannarlo in primo grado, una riqualificazione del reato di truffa aggravata in indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato.

I fatti. La vicenda giudiziaria è iniziata alcuni anni fa con un’indagine delle Fiamme Gialle che ha compiuto accertamenti sulla scuola relativi all’anno accademico 2015-2016. Secondo la tesi della pubblica accusa, l’istituto avrebbe alterato i registri di frequenza dei corsi di formazione per parrucchiere organizzati con i contributi della Provincia, il tutto “gonfiando” le ore di lezione per poi rilasciare regolari attestati agli aspiranti artigiani senza che fossero in possesso dei requisiti necessari.