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Emergenza migranti a Ventimiglia, tre giorni di manifestazioni organizzate da attivisti no borders foto

L'annuncio di Progetto20K: «Il 15, 16, 17 luglio 2021 immagineremo e costruiremo collettivamente una Ventimiglia differente»

Ventimiglia. «Il 15, 16, 17 luglio 2021 immagineremo e costruiremo collettivamente una Ventimiglia differente». Ad annunciare una tre giorni di eventi e manifestazioni dedicate ai migranti e ai problemi che vivono al confine italo-francese sono gli attivisti no borders di Progetto 20k, che sulla propria pagina Facebook hanno lanciato l’iniziativa “Transborder Camp Ventimiglia“.

«Ventimiglia, dove la frontiera è apparentemente inesistente e inspiegabile, poiché si erge proprio nel cuore dello spazio Schengen, laddove non dovrebbe neanche esistere – scrivono – La frontiera di Ventimiglia, tra l’Italia e la Francia, è il luogo della militarizzazione delle strade, della criminalizzazione della solidarietà, della brutalità dei traffici di esseri umani, del controllo e degli abusi sui corpi degli uomini e soprattutto delle donne, dei respingimenti violenti, anche di minori. Pratiche che vengono messe in atto quotidianamente sui treni, per le strade, sui sentieri di montagna; dalla polizia italiana, dalla polizia francese, da pattuglie miste; su tutte quelle soggettività non bianche che attraversano questo territorio sfidando le politiche estrattiviste e razziste europee».

E ancora: «Ventimiglia, territorio dove le cicliche crisi prodotte dal capitale rinforzano meccanismi di violenza e di annullamento della dignità. In questo panorama buio e desolante ci sono però delle luci che si accendono. Provengono da un’altra città, quella che resiste, quella solidale, quella che non smette di lottare e di sognare un domani differente».

«Vogliamo sovvertire la geografia urbana, spezzare le linee invisibili che da un lato producono marginalità e dall’altro una città ad uso e consumo della bianchezza, del turismo rapace che profuma di eau-de-toilette, del profitto che pesta corpi per produrre Capitale – spiegano gli attivisti -. Attraverseremo e risignificheremo gli spazi urbani, riempiendo il decoro fatto di indifferenza e silenzio con le nostri voci e la nostra rabbia. Alla politica di morte che vuole corpi sfruttabili come forza lavoro, ma persone invisibili nello spazio urbano, rispondiamo con la politica della gioia, aprendo spazi e tempi di condivisione e scambio, di apprendimento reciproco e connessioni geografiche, al di là di qualsiasi frontiera. Abbattiamo muri per farne ponti, creiamo una parentesi temporale che permetta di risignificare un margine, per viverlo e rivendicarlo come luogo del possibile. Sovvertiamo leggi e luoghi per smuovere immaginari e creare le basi di un mondo nuovo, di un domani di libertà».

Nel comunicato non vengono specificati i luoghi né le modalità con le quali si svolgerà l’evento. Si parla in modo generico di «assemblee» e «azioni collettive e creative in città» che avranno luogo tra il 15 e il 17 luglio.

manifestazione no borders