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“Carlo vive Scajola assassino”. Una scritta accusa l’ex ministro dell’Interno della morte di Giuliani al G8 di Genova

Il primo cittadino del capoluogo: «Insozzare un luogo pubblico, cioè di tutti, non è simbolo di ribellione ma soltanto di inciviltà»

Imperia. Una scritta su un pilone di Castelvecchio punta il dito contro il sindaco Claudio Scajola e lo accusa: “Carlo vive Scajola assassino”. Il riferimento è ai drammatici fatti del G8 di Genova di vent’anni fa, quando il 20 luglio, in piazzale Alimonda durante gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine era morto il 23enne Carlo Giuliani. Il giovane era stato ucciso da un colpo di pistola, mentre brandiva un estintore all’indirizzo di un Defender dei carabinieri. A togliergli la vita era stato il militare dell’Arma Mario Placanica, assediato dai no global dentro il fuoristrada bloccato. Scajola, ai tempi, era ministro dell’Interno.

«Non temo il dibattito, apprezzo il confronto soprattutto con chi ha idee molto diverse dalle mie – spiega il primo cittadino imperiese – Proprio sul G8 di Genova in questi giorni non mi sono mai tirato indietro da tutte le richieste di domande e di interviste, dando il mio contributo per una ricostruzione storicamente fedele di quelle drammatiche giornate. E non ho esitato a definire vergognosi e in alcun modo giustificabili gli episodi della Diaz e di Bolzaneto – aggiunge Scajola – Ma questo rientra in un dibattito tra persone che sono disposte ad un confronto civile. Insozzare un luogo pubblico, cioè di tutti, non è simbolo di ribellione ma soltanto di inciviltà. Non si fa un dispetto a Scajola, si fa a tutta la città. È già in corso l’esame delle immagini di videosorveglianza che, come dimostrano anche i più recenti fatti di cronaca, sono ormai molto efficaci per accertare le responsabilità».