Quantcast

Autostrade, cantiere tra Aeroporto e Pra’. Toti: «Ipotesi chiusura è preoccupante, servono risposte dal Ministero»

«Si tratta purtroppo di un cantiere che Aspi e il ministero valutano non procrastinabile»

Genova. «L’ipotesi avanzata su richiesta specifica del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile e di Aspi di chiusura dal 6 al 23 agosto, fine settimana compresi, 24 ore su 24, della tratta Genova Aeroporto-Genova Prà della A10 in direzione Savona per la messa in sicurezza delle gallerie è particolarmente preoccupante, come già sottolineato ieri dall’amministrazione rappresentata dall’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone. Genova e la Liguria non possono continuare ad essere ostaggio dei cantieri, con gravissime ripercussioni sulla nostra economia. È indispensabile che nell’incontro tra Autostrade per l’Italia e Comune di Genova, che abbiamo chiesto con forza pur non avendo alcuna competenza diretta sul tema delle concessioni autostradali e degli interventi di messa in sicurezza, il Ministero dia delle risposte, e che vengano individuate soluzioni migliorative che riducano il forte impatto di questo cantiere sul traffico di Genova, che rischia di paralizzare il porto e l’intera regione».

Così dice il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti in merito alla proposta, emersa nel corso della riunione di ieri del tavolo tecnico per i cantieri autostradali, di prosecuzione per due settimane consecutive del cantiere Genova Aeroporto-Genova Prà con chiusura della tratta h24 in direzione Savona sull’autostrada A10, volta a completare definitivamente l’intervento, giudicato non rinviabile e indifferibile all’autunno. La proposta prevede che rimangano 2 corsie libere in direzione Genova.

«Si tratta purtroppo di un cantiere che Aspi e il ministero valutano non procrastinabile – precisa Toti -. I referenti della concessionaria hanno spiegato che, in base a quanto stabilito dal Ministero, alcune difettosità delle gallerie in quel tratto devono essere risolte entro il 26 agosto: in caso contrario, il tratto verrebbe comunque chiuso al traffico in assenza del rispetto dei requisiti minimi di sicurezza per la circolazione».