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Arma di Taggia, truffano anziano: il Riesame conferma l’arresto della famiglia Riviera

Reato riqualificato in truffa aggravata (e non circonvenzione d'incapace). Anche Daniele Riviera finisce in carcere

Arma di Taggia. Il Tribunale del Riesame ha confermato ieri la misura emessa dal gip di Imperia per Sonia Magaton, 42 anni, il marito Daniele Riviera, 43 anni, e il figlio David, 21 anni: arrestati dai carabinieri della compagnia di Sanremo lo scorso 17 giugno con l’accusa di aver truffato un anziano commerciante di Riva Ligure, portandogli via i risparmi di una vita.

Come richiesto dall’avvocato che difende la famiglia, il legale Luca Ritzu, il Riesame ha riqualificato in truffa aggravata, dall’iniziale accusa di circonvenzione di incapace, il reato contestato ai tre, abbracciando così la tesi dell’avvocato che aveva sostenuto la mancanza di elementi per sostenere l’incapacità della persona offesa.

Sabato scorso, invece, il gip ha aggravato la misura cautelare nei confronti di Daniele Riviera, che si trovava agli arresti domiciliari insieme al figlio: l’uomo è finito in carcere perché, in alcune conversazioni telefoniche, avrebbe ipotizzato che sarebbe fuggito con la moglie  (già detenuta a Genova) se questa fosse stata scarcerata.

I fatti. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, tutto sarebbe iniziato con una fittizia compravendita di una partita di formaggi da 30mila euro da parte della vittima, titolare di un caseificio di Riva Ligure. L’uomo, facilmente suggestionabile, sarebbe poi stato indotto a versare almeno 110mila euro per una causa legale inesistente volta all’ottenimento di oltre mezzo milione di euro di un fittizio risarcimento danni. L’anziano, che aveva dilapidato tutti i risparmi (50mila euro) aveva poi convinto la moglie, sembra su suggerimento dei tre arrestati, a vendere due immobili in Puglia per ottenere altri soldi da dare ai suoi aguzzini. Oltre a questo, si legge negli atti che la parte offesa avrebbe prelevato tutto il denaro presente sui due conti intestati al figlio «Non esitando ad attingere alla sua pensione di invalidità, al punto che quest’ultimo non poteva più proseguire le visite dallo psichiatra». I pagamenti avvenivano «direttamente nella mani della donna oppure del marito Daniele Riviera, o del figlio David». Ultimamente, però, era stata coinvolta anche la giovanissima Giada.

E non è tutto, per assicurarsi il ricavato della vendita degli immobili intestati alla moglie della vittima, Sonia Magaton e il figlio David l’avrebbero accompagnata in Puglia e seguita durante la pratica. Magaton, secondo gli inquirenti, avrebbe anche finto di essere un avvocato: con il legale, appartenente ad uno studio realmente esistente ma con sede all’estero e completamente estraneo alla vicenda, il commerciante e la moglie hanno sempre avuto contatti telefonici. Le prove raccolte dai carabinieri, però, farebbero pensare che dietro a tutto ci sia proprio la mano dell’organizzatrice di eventi di Taggia.