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“Anticipare le seconde dosi senza prenotazione”, Toti studia i richiami veloci

Possibili solo per Pfizer e Moderna

Genova. “La nostra idea, di cui ho ragionato con Alisa, è di aprire dalla settimana prossima ai richiami delle seconde dosi a presentazione diretta. Come sapete avevamo spostato a 42 giorni il richiamo con la seconda dose di Pfizer e Moderna in tempi di maggiore ristrettezza nelle consegne dei vaccini così da aumentare le prime dosi. Oggi, invece, vista la protezione quasi totale che il richiamo garantisce anche sulle varianti del covid e a fronte dell’aumento dell’incidenza, ritengo sia invece utile poter anticipare la seconda dose” . Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, intervenuto ieri sera dall’hub della Fiera di Genova durante la seconda open night, in contemporanea anche nelle altre Asl della Liguria.

“La nostra idea – spiega Toti – è quella di aprire dalla settimana prossima alla possibilità di anticipare la seconda dose a 21 giorni per Pfizer e 28 giorni per Moderna presentandosi agli hub senza prenotazione”. Il governatore ribadisce che “è fondamentale convincere tutti che è importantissimo vaccinarsi. Durante le ondate di Covid nei mesi passati abbiamo avuto un tasso di ospedalizzazione rispetto ai contagiati di circa il 15%, oggi con la copertura dei vaccini il tasso di ospedalizzazione è sceso a circa il 5%, a dimostrazione del fatto che il vaccino funziona, con entrambe le dosi. Rimaniamo una delle regioni con l’incidenza più bassa, ma registriamo comunque un aumento soprattutto tra i giovani tra i 18 e i 40 anni: devono capire che è importante anche per loro vaccinarsi, per tornare a una vita normale evitando colpi di coda del virus che ci costringerebbero a scelte dolorose nel futuro. Serve lo sforzo di tutti: bisogna vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi”. In merito all’ipotesi di green pass per l’accesso ad alcuni servizi ed attività, sulla scia di quanto deciso in Francia, Toti aggiunge: “Se potessimo permettercelo, direi che ogni cittadino può fare quello che vuole della propria salute, della propria vita, delle proprie abitudini. Certamente però, se dobbiamo pensare al cosiddetto “male minore”, ritengo che mostrare un green pass quando si accede ad alcune attività della nostra vita sia molto meglio che richiudere quelle stesse attività e richiuderci tutti in casa. Non è la scelta ideale quella di legare la nostra vita a un green pass, ma è la scelta necessaria per poter continuare a vivere. Certamente ci vuole una certa misura: la Francia era molto indietro con la campagna vaccinale e ha scelto misure drastiche. Penso che se si facesse in Italia qualche cosa di piu misurato, che dia però il senso dell’importanza del vaccino, ad esempio, per le partite di calcio, i concerti, i teatri o i cinema, non faremmo alcun danno”.

“Bisogna anche dire – prosegue Toti – che vaccinarsi è un dovere civico: non ci può essere alcuna ambiguità della politica su questo. Tutti noi siamo contrari all’obbligo vaccinale inteso come obbligo di legge ma – conclude – tutti dobbiamo essere convinti che vaccinarsi sia davvero un obbligo civile”.