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Violenza sulle donne, una lunga scia di sangue nel Ponente ligure

Da Maria Angela Rubino vittima di Donato Bilancia agli ultimi casi. Il sacrificio di Antonella Multari e la legge sullo stalking

Sanremo. Donne uccise da chi avevano creduto di amare, maschi violenti che credono di essere i padroni dei sentimenti e della vita delle donne con le quali hanno avuto una relazione, ma anche uccisioni apparentemente senza un perché e rimaste tali.

E’ lunga la scia di sangue versato dall’altra metà del cielo nel Ponente negli ultimi decenni. Il 18 Aprile 1998 nella stazione di Ventimiglia, sull’Intercity Genova -Ventimiglia, viene ritrovato in una toilette, il corpo senza vita di una ragazza: è quello di Maria Angela Rubino, trentaduenne della Città di confine con la passione per lo sport. La Rubino cadde vittima di Donato Bilancia il serial killer italiano, morto di Covid il 17 dicembre 2020 nel carcere di Padova a 69 anni dove stava scontando 13 ergastoli per 17 omicidi. Mariangela Rubino, prima di essere freddata era stata fatta inginocchiare in stile nazista, e, infine, da morta, fatta oggetto di un ulteriore gesto di disprezzo: Bilancia si era masturbato sul suo corpo.

Nadhir Garibizzo era l’insospettabile medico che, a pochi giorni dal Natale del 2001, strangolò la sua amante, Ornella Marcenaro, nel suo studio di via Bonfante a Imperia per poi occultarne il cadavere in un baule e abbandonarlo vicino a un casolare di Aurigo. Per quell’omicidio Garibizzo era stato condannato in primo grado a 15 anni. Pena poi ridotta a 12 in appello, ma grazie a buona condotta e indulto aveva passato fra carcere e istituti di cura poco meno di 10 anni. Nadhir Garibizzo che nel frattempo era stato radiato dall’Albo dei medici è morto suicida, nel carcere di La Spezia, nell’agosto del 2018 dove si trovava in carcere con l’accusa di tentato omicidio: aveva tentato di uccidere un bambino di otto anni, il figlio del suo avvocato, per vendetta.

Antonella Multari, la 32enne parrucchiera di Vallecrosia uccisa con 40 a coltellate in pieno centro a Sanremo dal suo ex Luca Delfino il 10 agosto del 2007. Antonella, fatta oggetto di minacce da parte di quel fidanzato geloso e possessivo aveva trovato la forza di denunciarlo, ma Delfino, sospettato ma poi assolto per insufficienza di prove della uccisione ex fidanzata Luciana Biggi trovata ammazzata con dei cocci di bottiglia nei vicoli di Genova, aveva aumentato ancora di più l’atteggiamento persecutorio nei confronti della giovane di Vallecrosia, fino al tragico epilogo. “O si sta con te o si muore!”, aveva esclamato la giovane in una drammatica telefonata intercettata dagli inquirenti. Arrestato con le mani ancora insanguinate grazie alla prontezza di riflessi di un camionista di passaggio, al processo con rito abbreviato, verrà condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione, più 5 anni di custodia in una struttura psichiatrica in quanto riconosciuto seminfermo di mente. Il sacrificio di Antonella Multari portò all’elaborazione della legge sullo stalking, l’incubo al quale anche la giovane imperiese, prima di essere uccisa dovette affrontare. E’ stato il primo provvedimento legislativo di questo tipo in Italia.

Nicolino Corsaro, di Ventimiglia, è stato condannato in primo grado all’ergastolo, con pena, poi, diminuita a 17 anni e 4 dalla  Corte d’appello di Milano che non ha riconosciuto la premeditazione per l’omicidio della moglie Carmelina Gagliardi, 49 anni, freddata con due colpi di fucile, il 14 dicembre del 2007, in frazione Calvo, a Ventimiglia.

E’ il giorno di Santo Stefano del 2012, quando Santino Putrino, 45 anni, a Borghetto San Niccolò, frazione di Bordighera, spara alla moglie, Olga Ricchio, 51 anni e alla cognata, Franca, di 54 anni, prima di rivolgere l’arma contro sé stesso. Putrino che morirà il 3 gennaio successivo, si era recato a casa della cognata dove la moglie si era rifugiata in attesa della separazione nel tentativo di convincerla a tornare con lui. Al rifiuto della donna e al tentativo della sorella di sbarrargli la strada, Santino Putrino ha imbracciato il fucile uccidendo prima Franca, con un colpo alla nuca, quindi Olga, con colpendola all’attaccatura delle spalle. Putrino che dopo essersi sparato un colpo aveva trovato la forza di chiamare il nipote morirà il 3 gennaio 2013 all’ospedale San Martino di Genova a seguito della ferita riportata.

All’alba dello scorso lunedì 19 aprile, quando Fuvio Sartori, 81 anni, uccide sgozzandola la moglie Tina Boero di un anno più giovane nell’abitazione in cui i due anziani coniugi vivevano da anni, in via Umberto I, alle porte del paese di Rocchetta Nervina, nonostante il tentativo della donna di difendersi.Poco dopo, la stessa tragica fine sarebbe toccata anche alla fedele cagnolina della coppia, Luna. Andato a vuoto il tentativo dell’uomo di tagliarsi le vene.