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Ventimiglia, guasti e migranti sui binari: in tilt i treni a Ponente

Difficoltà per lavoratori frontalieri e utenti Trenitalia

Ventimiglia. Prima un gusto ai sistemi di gestione della circolazione ferroviaria, tra Bordighera e Taggia Arma, poi la presenza di migranti sui binari al confine con la Francia. E’ stata una mattinata di passione, quella vissuta dagli utenti di Trenitalia e dai lavoratori frontalieri diretti oltreconfine.

Alle 5,40, il traffico ferroviario sulla linea Genova-Ventimiglia è stato rallentato a causa di un guasto ai sistemi di gestione della circolazione tra Bordighera e Taggia Arma. Nonostante l’immediata richiesta di intervento dei tecnici, il traffico è tornato regolare soltanto dopo tre ore, alle 8,40. Numerosi i treni che hanno subito ritardi anche di un’ora e mezza: tra questi l’Intercity 505 delle 6,41 Ventimiglia – Roma e il regionale veloce 3361 partito da Ventimiglia alle 7,57 e diretto a Genova Brignole.

Cancellato il regionale 12257 delle 7,15 in partenza da Ventimiglia e Imperia.

Non sono mancati problemi sul versante Italia-Francia. La Polfer è intervenuta in due occasioni per la presenza di migranti: la prima volta sul treno 48308 alle 9,11. La linea è poi stata interrotta alle 9,45 in quanto i migranti si trovavano sui binari. Ad essere coinvolti, in questo caso, sono stati solo treni francesi.

«Andare a lavorare in Francia o a Monaco è diventata un’odissea – tuona Roberto Parodi, segretario di Fai Frontalieri Intemeli -. Non è possibile che ogni giorno un problema diverso ci impedisca di andare a lavorare. Ieri un incendio sul treno, oggi fermi a Mentone per problema immigrati. Settimana scorsa lo stesso problema in autostrada. I nostri datori di lavoro se ne fregano del motivo per il quale arriviamo in ritardo o non ci presentiamo. Non è possibile che 7000 frontalieri siano sempre presi in ostaggio da questi problemi e ci sia un menefreghismo completo della politica». E ancora: «Lavoratori obbligati a scendere dai treni e prendere dei taxi, quando li trovano, per andare a lavorare o rientrare a casa. Frontalieri bloccati sui treni anche due ore. È incredibile questo menefreghismo nei nostri confronti – aggiunge Parodi -. Ma è mai possibile che non possa esistere una linea bus alternativa. Solo annunci nelle campagne elettorali e nei fatti mai niente. Eppure a fine proprio di questo mese i nostri soldi che versiamo di tasse li pretendono. Costretti a subire forme di spequazioni di ogni genere. Ma quando realmente si deciderà di investire su questa categoria? Quando la classe politica tutelerà il nostro lavoro? Siamo veramente esasperati e indignati da questo menefreghismo».