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Ventimiglia abbraccia Sharon Micheletti, il sacerdote: “Contro la violenza mai abbassare la guardia” foto

La disperazione del giovane marito e dalla madre Anna Maria

Ventimiglia. Un cuscino di rose bianche adagiato sulla cassa di legno chiaro, palloncini a forma di cuore e la foto di una giovane donna innamorata della vita e dei suoi cari. A salutare Sharon Micheletti, uccisa domenica scorsa da Antonio Vicari, 64 anni, con cui aveva avuto una relazione finita anni prima, c’erano oltre trecento persone.

funerali Sharon Micheletti

Amici, parenti, conoscenti, vicini di casa: in tanti hanno applaudito a lungo il feretro di Sharon, 30 anni ancora da compiere, alzato verso il cielo dove volavano palloncini bianchi e rossi. Disperato il marito, Iliass Mortazic, che non è riuscito a contenere il proprio dolore di fronte alla bara della moglie. Il figlioletto Rayan non c’era: troppo piccolo per comprendere la tragedia che a soli tre anni gli ha sconvolto la vita.

Più volte don Antonio Arnaldi, vicario del vescovo, che ha celebrato in cattedrale a Ventimiglia Alta i funerali di Sharon insieme a don Luca Salacca, ha rivolto il suo pensiero al bimbo: “Mi vengono i brividi a pensare a questo – ha detto – In questo momento batte forte il cuore a pensare, che cosa ne può un piccolo?”.

Dal pulpito è risuonato forte il messaggio di condanna nei confronti di chi fa del male alle donne: “Non può e non deve succedere che un numero così elevato di donne sia ostaggio di uomini che io definisco senza senso – ha detto don Arnaldi -. Uomini che si sentono padroni e continuano a usare violenza a livello fisico, psicologico e sessuale sulle donne. Donne stanche, come esprimeva molto bene uno slogan scritto per Sharon, donne che non hanno più voce”.

“Contro la violenza, mai abbassare la guardia – ha aggiunto il sacerdote – Ce ne rendiamo conto, ce ne siamo resi conto con la con la nostra sorella Sharon”.