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Sciopero nazionale dell’igiene ambientale, Lupia e Zane (Fit Cisl Liguria): «Lavoratori a rischio anche nella nostra regione»

«Chiediamo al governo un intervento immediato affinché corregga l’art.177 del codice degli appalti, che mette a rischio il posto di lavoro di tutte le lavoratrici ed i lavoratori del comparto»

Genova. «Il 30 giugno ci sarà lo sciopero generale nazionale indetto da Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti delle lavoratrici e dei lavoratori dell’igiene ambientale: anche i dipendenti delle aziende pubbliche e private della regione Liguria occupati dalle aziende che offrono il servizio di igiene ambientale, aderiranno con fermezza allo sciopero. Chiediamo al governo un intervento immediato affinché corregga l’art.177 del codice degli appalti, che mette a rischio il posto di lavoro di tutte le lavoratrici ed i lavoratori del comparto. L’art. 177 in sostanza obbliga le aziende che hanno in concessione il servizio ad esternalizzare l’80% di tutte le attività, anche nel caso in cui le stesse venissero esercitate direttamente dal proprio personale dipendente», spiegano in una nota il segretario generale aggiunto della Fit Cisl Liguria Raffaele Lupia e il coordinatore Igiene Ambientale della Fit Cisl Liguria Umberto Zane: «Di fatto oltre l’impatto sui costi economici, si frantumerebbe il servizio offerto alla cittadinanza ricorrendo a gare al ribasso ed alla non applicazione del contratto collettivo nazionale del settore».

«La politica deve intervenire immediatamente per evitare un disastro annunciato in un settore che non si è mai fermato durante la pandemia che ci ha travolto e che ancora condiziona la nostra vita. Il senso di appartenenza e di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori ha garantito continuità al servizio essenziale di igiene ambientale, evitando il rallentamento del servizio di raccolta e pulizia del nostro territorio ligure, scongiurando anche il sovrapporsi di una probabile crisi epidemiologica. Lo stato deve garantire alle lavoratrici, ai lavoratori, alle aziende dei servizi pubblici lo sviluppo di un settore fondamentale attraverso azioni mirate ed incisive, evitando razionalmente ogni sorta di ipotesi di progetto di privatizzazione e di spezzatino senza alcuna regola certa» – sottolineano.

«La nostra reazione sarà determinata a partire dallo sciopero del 30 giugno a difesa dell’intero comparto e delle colleghe e dei colleghi che quotidianamente offrono il proprio impegno a garanzia di un servizio pubblico ed essenziale. La politica deve sviluppare l’economia circolare, così come previsto nel Pnrr, consentendo al settore l’implemento della necessaria capacità impiantistica e della propria industrializzazione. No alla frammentazione del servizio come l’articolo 177 impone, sì ad un maggiore dimensionamento aziendale ed alla tutela occupazionale», concludono Lupia e Zane.