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Poliziotti aggrediti a Ventimiglia, il Sap «Vogliamo il taser»

La nota stampa del Sap (Sindacato autonomo di polizia)

Ventimiglia. Stefano Cavalleri del Sap (Sindacato autonomo di polizia) interviene sull’aggressione ai danni di un poliziotto messa in atto da un iracheno armato di un coccio di bottiglia: «Fenomeno preoccupante. I delinquenti si sentono legittimati da leggi blande mentre, solo in Italia, gli operatori di polizia sono costretti ad intervenire a mani nude per contrastare persone violente e/o armate di coltelli, cocci di bottiglia, bastoni o qualsivoglia oggetto idoneo a procurare lesioni. Ora basta! Abbiamo il diritto di
difenderci con dispositivi non letali. Vogliamo il taser».

Continua la nota stampa del sindacato «Anche a Ventimiglia l’ennesima aggressione alle FFOO. Durante un intervento di polizia, uno straniero irregolare Iracheno armato di un coccio di bottiglia, appositamente rotto, ha aggredito un poliziotto di pattuglia del locale Commissariato, procurandogli una ferita lacero contusa ad una coscia che, per mera fortuna, non gli ha lacerato l’arteria femorale».

Queste aggressioni nei confronti delle FFOO impongono, secondo il Sap, una severa riflessione: «Auguri innanzitutto di pronta guarigione al collega – il commento di  Cavalleri,  – È da tempo che denunciamo il crescente e preoccupante fenomeno delle aggressioni nei confronti di poliziotti e carabinieri, ma il problema è che chi delinque, oramai, si sente come legittimato da una realtà normativa che ne garantisce quasi sempre la totale impunità. Anzi, ancor peggio si rasenta il ridicolo quando in molti casi tali malviventi escono dagli uffici di Polizia ancor prima che le FFOO portino a compimento le pratiche amministrative. È per questo che auspichiamo che, senza più ritardo, il Ministro dell’Interno dia in dotazione definitiva, a tutti i Poliziotti in servizio di polizia, il taser, dissuasore elettronico in grado di immobilizzare un aggressore, che viene negato solo per motivi prettamente ideologici. Fondamentale strumento di non violenza che i poliziotti potrebbero, o meglio dovrebbero, avere già in dotazione da tempo. Non si può pensare che si possa continuare a ignorare le reali necessità di una Polizia moderna e democratica, che si vuole sempre più ‘umana’ e vicina alle persone, che deve però essere dotata di
adeguati strumenti per poter reagire alle aggressioni sia nella tutela dei poliziotti, che nel rispetto delle persone, come già accade nelle polizie democratiche in tutto il mondo. Non di meno, chiediamo che a Ventimiglia venga istituito un Ufficio di Polizia ad hoc, dedicato esclusivamente alla trattazione dei stranieri migranti verso la Francia, che dal 2015 hanno reso la città –  quella che il sindacato definisce la – Lampedusa del nord e aggiunge – Non è più tollerabile che sistematicamente gli insufficienti operatori del locale Commissariato, della Polstrada di Imperia, della Polizia Ferroviaria, vengano impiegati principalmente in servizi di ordine pubblico finalizzati a contrastare il transito clandestino di migranti verso la Francia, con l’inevitabile riduzione della principale attività di prevenzione e controllo del territorio, del traffico autostradale e ordinario, dei viaggiatori sui treni a lunga percorrenza ecc. I Poliziotti in servizio nella provincia di Imperia stanno dimostrando, giorno dopo giorno, in piena pandemia, il proprio impegno a svolgere, con impeccabile senso del dovere, un’attività delicata anche dal punto di vista della propria sicurezza sanitaria. Per questo il Sindacato Autonomo di Polizia, ha chiesto con urgenza alle Autorità di Pubblica Sicurezza di questa provincia di rafforzare gli organici richiedendo un immediato e risolutivo intervento da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza».