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Sanremo

Piscina naturale e fontane luminose tra i due porti, piace al Comune il progetto di Rivieracqua

Opere per 4 milioni di euro finanziate con gli oneri di urbanizzazione dell'albergo di Portosole e il restyling del Porto Vecchio

portovecchio drone sanremo

Sanremo. Piano di Rivieracqua per risolvere il problema della scarsa balneabilità del mare tra i due porti, creando una piscina naturale con giochi d’acqua e luci: l’idea piace al Comune. E’ stato presentato lunedì a Palazzo Bellevue il progetto, firmato dall’ingegner Valerio Chiarelli, direttore esecutivo della società provinciale dell’acqua pubblica, che mira a dare una risposta definitiva a una delle problematiche storiche che interessa il bacino compreso tra il rio San Lazzaro e il torrente San Francesco.

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I dettagli
Sanremo, progetto di Rivieracqua per trasformare il bacino tra i due porti in una piscina naturale

Da parte dell’amministrazione comunale, rappresentata, in sede di riunione, dagli assessori Mauro Menozzi (Demanio), Lucia Artusi (Ambiente) e dai dirigenti Fausto Galimberti e Gianbattista Miceli, è arrivato l’ok ad andare avanti. Stando a quanto appreso, le opere previste verrebbero suddivise in due lotti. All’interno del primo step, che partirà non appena saranno incassati dal Comune gli 1,45 milioni di euro di oneri di urbanizzazione dovuti da Portosole per la riqualificazione del proprio albergo incompiuto, è inserita la costruzione di due nuove stazioni di sollevamento, in aggiunta a quella attualmente in funzione, ma con grosse criticità, a Pian di Nave. In seguito si procederebbe alla realizzazione di due condotte, necessarie a portare l’acqua proveniente dal rio San Lazzaro e dal torrente San Francesco (principale fonte di inquinamento del mare tra i due porti), dalle rispettive foci verso il mare aperto.

Sarà solo in un secondo momento, ovvero incassati dal municipio gli altri oneri previsti dal restyling del Porto Vecchio (oltre 2 milioni), che Rivieracqua pensa di completare l’opera di “bonifica” immettendo, nell’area interportuale, l’acqua dolce proveniente dalla galleria della nuova stazione ferroviaria che verrebbe incanalata verso il bacino di corso Trento Trieste al fine di creare un ricircolo naturale del mare, attraverso l’installazione di fontane luminose in grado di creare giochi d’acqua scenografici.

Secondo il cronoprogramma esposto dai tecnici, l’intero progetto potrebbe essere completato entro il 2024. La finalità che si pone è duplice: risolvere i gravi problemi insistenti sulla fognatura e sull’acquedotto, contestualmente andando a mitigare il rischio inquinamento dello specchio acqueo tra i due porti. I prossimi passaggi prevedono la sottoposizione del progetto agli Uffici per i vari adempimenti burocratici: acquisizione pareri tecnici, accordo con ufficio demaniale, convenzione con Portosole, in primis. Secondo i calcoli di Rivieracqua, i costi preventivati verrebbero coperti integralmente dagli oneri di urbanizzazione per un totale di circa 4 milioni di euro.

Le prime ipotesi progettuali per risolvere il problema della balneabilità tra i due porti risalgono a decenni fa, quando si era pensato di realizzare tre piscine pubbliche per compensare la comunità della cattiva qualità del mare stretto tra il Porto Vecchio e Portosole. Il progetto delle piscine fu abbandonato perché non ritenuto più al passo con i tempi. Di recente, con la ripresa dell’iter per il completamento dell’albergo annesso all’approdo turistico, voluto dal fondo finanziario dei fratelli Reuben, subentrato alla precedente gestione del Gruppo CozziParodi, in Comune si è tornati a parlare di cosa fare per migliorare la qualità dell’acqua in quel delicato punto della costa. L’ultima idea avanzata da Portosole prevedeva la realizzazione di un mega impianto per il ricircolo dell’acqua, da realizzare in accordo con i proponenti del restyling del Porto Vecchio.

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