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Migranti a Ventimiglia, il comitato di quartiere San Secondo scrive al Prefetto: «Situazione non più sopportabile» - Riviera24
Emergenza

Migranti a Ventimiglia, il comitato di quartiere San Secondo scrive al Prefetto: «Situazione non più sopportabile»

«La stazione è diventata un bivacco», i residenti chiedono ascolto dalle istituzioni

Ventimiglia. «Criticità legate alla presenza irregolare e continuativa di migranti nella sede ferroviaria della stazione F.S. di Ventimiglia». E’ questo il titolo della lettera che Santo Russo, presidente del comitato di quartiere San Secondo, ha inviato al prefetto di Imperia Alberto Intini per fargli sentire la voce di alcuni abitanti del quartiere alle spalle di Nervia. Un quartiere, quello di San Secondo, che insieme ad altri vive sulla propria pelle l’emergenza migranti, con centinaia di persone che si accampano dove possono in attesa di oltrepassare il confine italo-francese.

«Eccellentissimo Signor Prefetto – si legge nella missiva – Mi permetto di rivolgermi a Lei non solo in rappresentanza del Comitato di Quartiere, che ho l’onore di presiedere, ma anche e soprattutto su indicazione di numerosi residenti del quartiere di San Secondo, che da qualche tempo si trovano davanti agli occhi, e lo scrivo nel senso letterale del termine, un nuovo vistoso ed oltremodo preoccupante problema. Le faccio innanzi tutto presente che il nostro quartiere, posto ai piedi della prima linea di colline alle spalle di Ventimiglia, praticamente per tutta la sua lunghezza fronteggia la stazione ferroviaria, la quale, per ragioni storiche e logistiche, presenta dimensioni notevoli. Ebbene, da diversi mesi questa importante struttura è diventata un autentico campo di bivacco per migranti ed extracomunitari, che stazionano tranquillamente in più punti della stessa, senza averne alcun rispetto ed avendola anzi ormai ridotta ad una vera e propria discarica a cielo aperto».

«Oltre al comprensibile disagio che ciò provoca alle famiglie che transitano per le vie prospicienti i binari – aggiunge Russo – E’ evidente che questo stato di cose ha innescato un grave problema igienico-sanitario, dal momento che coloro che si sono stabiliti in quell’area, in mancanza di apposite strutture, espletano i loro bisogni fisiologici direttamente in loco e senza alcuna riservatezza. A tutto ciò si aggiunge un altro indecoroso spettacolo: è del tutto visibile infatti la moltitudine di contenitori per alimenti, che vengono abbandonati senza scrupolo, una volta consumato il pasto offerto dai diversi enti caritatevoli, sul luogo ove queste persone hanno mangiato, senza che gli stessi nutrano la benché minima preoccupazione di raccoglierli e depositarli subito dopo in un luogo opportuno. Tutto ciò ha portato alla situazione che ben viene documentata nelle foto e nei video che, a semplice richiesta, saremmo in grado di inoltrarle, ma il cui contenuto Lei può facilmente intuire».

Stazione ferroviaria nel degrado. «Signor Prefetto, credo veramente che Ventimiglia e la sua stazione ferroviaria, per la quale ci auguriamo tornino al più presto a transitare nuovamente turisti desiderosi di visitare le bellezze dei nostri luoghi, meritino una condizione di presentabilità e di vivibilità ben superiore a quella attuale, che è decisamente misera. Mi rendo conto delle difficoltà intrinseche che bisognerà affrontare a fronte di un auspicato intervento Suo e dell’Amministrazione Comunale di Ventimiglia, così come posso immaginare l’ovvia ed immediata risposta a quanto riferitoLe, e cioè come la stessa autorità prefettizia da Lei rappresentata possa incontrare notevoli difficoltà di fronte a questa situazione di profondo degrado».

«Tutti noi siamo consci che la competenza di qualsivoglia intervento riguardi in primis, e forse esclusivamente, l’Ente Ferrovie, ma riteniamo che in una simile circostanza anche l’alto Ufficio che Lei rappresenta possa e debba quantomeno far sentire la propria autorevole voce».

L’intervento di Caritas e Polfer. «E poi, perché non intervenire anche nei confronti della Caritas? – chiede Russo -. Si potrebbe suggerire agli operatori di tale ente di essere disponibili a fornire i pasti solo previo recupero dei contenitori usati!
E la Polizia Ferroviaria? Qual è oggi il suo ruolo in zona? Possibile che non sia stata ancora messa in condizione di porre un freno ad una tale indecenza, ma soprattutto di cercare di risolvere questa situazione di estremo pericolo, che si è innescata anche e soprattutto per gli stessi migranti?».

«In definitiva ci auguriamo che al più presto l’attuale stato di cose possa conoscere un sensibile miglioramento, prima che i problemi sopra esposti diventino del tutto ingestibili – conclude il presidente del comitato di quartiere – Termino ringraziando in anticipo Lei ed i Suoi collaboratori per tutto quanto potrà essere fatto nella circostanza nell’ottica dell’affetto che tutti noi proviamo per la nostra amata Ventimiglia».

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Il problema della presenza di centinaia di stranieri che non hanno un luogo in cui sostare è sentito anche in spiaggia, nei pressi della foce del Roja, ormai diventato un luogo di bivacco per migranti. Qui, quasi quotidianamente, i netturbini sono incaricati di effettuare una pulizia straordinaria a carico dei contribuenti cittadini, per evitare che si accumulino rifiuti di ogni genere destinati poi a finire in mare.

Altra zona “calda” è via Tenda, dove i migranti trovano rifugio sotto il cavalcavia ormai da diversi mesi. Ultimamente, inoltre, è segnalata la presenza di stranieri all’interno del cimitero di Roverino.

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