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Lunedì nero in autostrada, Pilati: «Liguria inaccessibile, così chiudiamo»

Il presidente regionale di Federalberghi duro con la classe politica e la gestione dei cantieri

Diano Marina. «Molti nostri clienti per evitare gli intasamenti della domenica sono partiti dalla Riviera ieri alle 16 per arrivare a Milano alle 21.30, dovendo affrontare anche 14 kilometri di coda in autostrada. Dopo 30 anni di mancate manutenzioni, oggi, per paura dei pubblici ministeri” i “soloni” delle autostrade se ne sbattono del turismo e dell’economia della Liguria». Americo Pilati, presidente regionale di Federalberghi, dopo l’ennesima giornata di caos cantieri sulle autostrade che ha reso, di fatto, inaccessibile la nostra regione è un fiume in piena.

Nel calderone, ci finiscono anche altre problematiche che rischiano di mettere in ginocchio l’economia turistica della Liguria: il post covid che stenta a decollare, la moratoria sui mutui e, soprattutto, il distanziamento degli ombrelloni sulle spiagge che sta provocando un mare di disdette da parte di turisti che non trovano il posto negli stabilimenti.

«I clienti in coda ieri telefonavano dubbiosi se uscire dall’autostrada e tornare indietro. Telefonavano si  fa per dire. Lo facevano quando potevano perché nelle gallerie da terzo mondo che abbiamo in Liguria non c’è la connessione e in molti non sono riusciti nemmeno ad avvisare a casa del ritardo. Sulle nostre autostrade, volendo,  non si può nemmeno fare un po’ di smart working durante le code. Questi devono capire che fermare i cantieri dal venerdì alla domenica è inutile, i giorni in cui si sposta la gente sono cambiati », incalza Pilati che si domanda: «Di chi sono le colpe? Non mi interessa se sono della politica. Il presidente Giovanni Toti, insieme all’assessore Gianni Berrino avevano dichiarato che all’inizio di giugno tutti i cantieri sarebbero stati chiusi».

«Abbiamo chiesto un rinvio dei mutui a dicembre– prosegue Americo Pilati ci hanno detto che è possibile ma che finiremmo nella lista dei cattivi pagatori».

Ma quello che più preoccupa gli esercenti del settore alberghiero sono le disdette che piovono a causa dell’impossibilità dei clienti di trovare un posto in spiaggia. «E’ assurdodice –  che al bar e nei ristoranti ci sia un sostanziale liberi tutti, mentre sulle spiagge occorrano, a 40 gradi sotto il sole, 10 metri quadrati per due persone. Su 10 prenotazioni 4 vengono disdettate per questo motivo. Ci siamo rivolti al ministro del Turismo Massimo Garavaglia che ha capito la situazione, ma il suo collega alla Salute Roberto Speranza non ci sente e, francamente, in questa battaglia mi sento anche abbandonato dalle altre associazioni».

«Se vogliono farci chiudere -conclude Americo Pilati lo dicano chiaramente, già la Liguria era di difficile accessibilità prima, in queste condizioni è impossibile fare turismo».