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La Sinfonica trova un presidente tenore, parla Filippo Biolé: «Cda squadra perfetta»

Nominato ieri alla guida della Fondazione Orchestra dal sindaco Biancheri dopo il dietrofront di Claudia Lolli

Sanremo. «Usciamo da un periodo doloroso per l’intero Paese così come per l’Orchestra Sinfonica. Quale miglior modo per farlo se non puntando sulla cultura e sulle istituzioni che la rappresentano da più di un secolo». Sono queste le prime parole del neo presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, l’avvocato genovese Filippo Biolé, nominato ieri dal sindaco Alberto Biancheri alla guida del consiglio di amministrazione, dopo il dietrofront dell’ex vicesindaco Claudia Lolli.

Non riesce a trattenere l’entusiasmo, Biolé, per quello che è un ritorno nel Cda della Sinfonica, dove si era seduto nel corso della presidenza Caridi, quando l’Orchestra rischiava di finire in default: sepolta dai debiti e condannata dai tagli effettuati da Palazzo Bellevue. «Sono veramente felice di poter tornare in Sinfonica ed onorato di farlo andando a ricoprire il ruolo di presidente, in un momento di risanamento che lascia ben sperare per le prospettive future di questa gloriosa istituzione orchestrale. Con il resto dei nuovi componenti del Cda, Chicca Dedali e Federico Carion, siamo già al lavoro. Persino mentre parlo ricevo mail dai miei colleghi con idee da sviluppare. L’entusiasmo è massimo, credo che la squadra sia in perfetta sintonia».

L’avvocato che per la musica ha la passione di chi la studia quotidianamente, di un tenore semi-professionista che guarda alla lirica con un rispetto quasi sacro, continua: «Ho seguito in questi anni tutto l’excursus che ha portato l’Orchestra a chiudere i suoi contenziosi con il Comune, con l’Agenzia delle Entrate e poi con l’Inps. Vorrei ringraziare per il lavoro svolto finora l’ex presidente Livio Emanueli e gli Uffici comunali, che, insieme, hanno traghettato la Fondazione nella situazione di relativo ritorno alla normalità in cui possiamo dire si trovi oggi».

Quale sarà il suo primo atto da presidente? «Tolta la parte amministrativa di competenza del Cda, credo che finalmente dovremo dedicare altrettanto tempo e impegno al profilo dell’offerta culturale. Un’offerta culturale che deve tornare a guardare alla città ma non solo. Alle collaborazioni con le altre Ico d’Italia (istituzioni concertiste orchestrali, ndr) e ai consessi internazionali. I rapporti con l’attuale direttore artistico Giancarlo De Lorenzo sono ottimi. Ne ho sempre condiviso le scelte artistiche che, quale giusto riconoscimento, hanno portato a un accrescimento del contributo proveniente dal Ministero attraverso il Fondo unico per lo spettacolo.

Credo che il tema della sede per la Sinfonica sia di cruciale importanza, continua Biolé. Anni fa andai a visitare, in veste di consigliere di amministrazione, Villa Ormond, dove si ipotizzava potessero essere ricavati gli spazi per l’orchestra. Le problematiche, tuttavia, risultarono evidenti e il progetto fu abbandonato. Prima di dare un giudizio sul Palafiori, ritengo doveroso andare a vedere con i miei occhi la location, utilizzata dal Comune per offrire una parte dei propri servizi pubblici. Un altro aspetto importante, che ha contraddistinto il mio modo di agire in passato e che vorrei replicare da presidente, è la massima trasparenza dovuta nei confronti dei professori d’orchestra. Una trasparenza che, lo ricordo con tristezza, non è mai stata data per scontata».

No ai talent. «Bene il concorso Area Sanremo, selettivo e di qualità. Sicuramente da sviluppare. Sui talent, però, ho un’opinione molto precisa che spero non venga smentita dal sindaco. La musica è una cosa seria, fatta di gente che le dedica la vita, che si sacrifica, che necessità di tempo per giungere alla perfezione. Esattamente tutto il contrario dei moderni talent televisivi, i quali mostrano ai giovani un’immagine distorta, come se poche ore passate davanti a una telecamera possano essere sufficienti a formare un’artista. Un talent al Palafiori con i professori d’orchestra a fare da tutor? Non lo permetterò mai».