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Imperia, vicenda “Pollicino”, Nazzareno Coppola: «Il Comune non ci ha fatto una bella figura» foto

Il presidente della Casa famiglia rompe il silenzio: «Soddisfatti comunque della nuova location»

Imperia. «Il Comune ci ha proposto di rinnovare il contratto d’affitto, noi semplicemente abbiamo risposto che saremmo stati disposti ad accettare se l’amministrazione avesse messo a norma l’edificio, le ex scuole di Sant’Agata che ci ospitavano da tempo, ma non abbiamo avuto alcuna risposta». Nazzareno Coppola, presidente della Casa Famiglia “Pollicino” rompe il silenzio e fa chiarezza sulla vicenda del trasferimento della struttura nella nuova sede di via Diano Calderina approdata anche in consiglio comunale grazie a una interpellanza del capogruppo di “Imperia di tutti, Imperia per tutti” (area socialista) Roberto Saluzzo.

Tecnicamente, dunque, non si è trattato di uno sfratto da parte degli uffici di Palazzo civico come ammette lo stesso Coppola che, però, sottolinea: «Il Comune in questa vicenda ha fatto una gran brutta figura. Il trasferimento ci è costato 22mila euro, la gran parte in pratiche burocratiche con Alisa. Non vogliamo nemmeno correre il rischio di strumentalizzazioni politiche. Tuttavia, ringrazio l’assessore competente (al patrimonio Fabrizia Giribaldi ndr) di averci permesso di trovare un’altra soluzione gradita. Non abbiamo alcun problema coi Servizi sociali del Comune, né tantomeno con l’assessore Luca Volpe che ha cercato di cucire riattivando un canale di dialogo. Alla nostra richiesta è seguito, però, solo il silenzio. A quel punto ci siamo guardati intorno e abbiamo trovato  una alternativa. Il peggior difetto di questa amministrazione è la mancanza di risposte. Volpe, secondo me, non avrebbe nemmeno dovuto rispondere lui alla interpellanza di Saluzzo in consiglio comunale, ma altri».

Negli anni Pollicino ha versato nelle casse comunali 180mila euro di affitti mettendo a proprie spese a norma i locali interni. «Per quanto riguarda l’esterno – sottolinea Nazzareno Coppolac’erano le grondaie crollate, tombini tappati, le porte delle caldaie prospicienti il giardino pubblico che andavano sostituite, una serie di interventi che se il Comune avesse provveduto a sostenere, noi non avremmo avuto problemi a rinnovare il contratto d’affitto».

La Casa Famiglia Pollicino ha un costo di gestione di 350 euro al giorno «e– conclude Coppolanon viviamo certo grazie ai contributi pubblici».