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Emergenza migranti a Ventimiglia, città nel degrado. Liti e risse in strada all’ordine del giorno fotogallery

Il deputato Di Muro ha chiesto lo sgombero del punto ristoro di corso Mentone

Ventimiglia. Il giorno dopo il botta e risposta tra il sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino e il prefetto di Imperia Alberto Intini, la città di confine vive l’emergenza ormai diventata quotidianità. I migranti, senza un posto in cui andare, riposano in giacigli di fortuna su tutto il territorio comunale, in particolare nei pressi della stazione ferroviaria, sui binari, dove oltre ai bivacchi ci sono ormai cumuli di spazzatura: scatole di alimenti, scarpe, vestiti, bottiglie gettate a terra.

Migranti Ventimiglia stazione

Poi ci sono le spiagge, nei pressi della foce del fiume Roja, e il greto del fiume più a monte, all’altezza di via Tenda. Ad allargarsi sempre di più è anche il punto ristoro in corso Mentone, vicino alla frontiera alta di Ponte San Luigi. Qui i migranti respinti dalla Francia vengono accolti da alcuni attivisti, che offrono loro un pasto e un rifugio temporaneo in cui riposare.

Una situazione che, secondo molti amministratori e politici locali sta sfuggendo di mano. A prendere posizione, ieri, è stato il deputato ventimigliese della Lega, Flavio Di Muro, che sulla propria pagina Facebook ha scritto: «Serve decisionismo per smantellare gli accampamenti più o meno organizzati. Una problematica che attanaglia diverse zone della città di Ventimiglia e che va fermata». Per il punto di ristoro gestito dalle associazioni, Di Muro ha chiesto lo sgombero, definendola «la ‘bidonville’ sorta e cresciuta in corso Mentone nella frazione di Grimaldi di Ventimiglia: da tempo è divenuta luogo di assembramento, assistenza e stazionamento permanente di decine di immigrati respinti sistematicamente al confine e che grazie alla complicità di non precisate associazioni straniere hanno deciso di stazionare in un luogo pubblico, evidentemente non idoneo. Non è più accettabile, in particolare dal punto di vista igienico sanitario, in un momento come questo in cui stiamo cercando di uscire dalla pandemia».

E ancora: «E’ una situazione insostenibile soprattutto per chi vive a poche centinaia di metri di distanza – denuncia il deputato – E’ un potenziale focolaio di tensioni e disordini sociali dal momento che spesso si assiste a litigi tra questi migranti. Per non parlare di un potenziale pericolo per la sicurezza stradale dato che questo assembramento si trova ai bordi di una carreggiata stradale e che spesso questa gente si siede sul ciglio della strada. L’ho chiesto al Questore e lo dico pubblicamente: serve la forza pubblica per liberare l’area e ripulirla prima che si trasformi in una baraccopoli simile a quella che qualche anno fa era sorta nell’area dei Balzi Rossi, prima che scoppino disordini e episodi di violenza».

Le liti o risse tra stranieri, che spesso sfociano in sassaiole come già capitava cinque anni fa, sono ormai all’ordine del giorno. Ancora ieri sera, in via Scalo Merci, alcuni migranti si sono affrontati in strada per motivi non chiari. Una situazione che si ripete, costantemente, sotto gli occhi dei ventimigliesi, impotenti e stanchi.

«Ventimiglia è diventata invivibile, vanno mandati via non ne possiamo più – si legge tra i commenti -. Per noi Ventimigliesi è diventato un incubo, abbiamo paura a uscire di casa». Scrive un altro cittadino: «A Grimaldi sarebbe da sgomberare e sanificare l’area, è peggio di un porcile, è una vera latrina e la puzza che emana quel posto fa vomitare. Andateci e rendetevi conto di cosa dobbiamo sopportare, mi domando in nome di cosa questo abbruttimento deve essere tollerato». «Abito a 500 metri dal bivacco – aggiunge un altro ventimigliese – La situazione è drammatica. Non vedo una soluzione equa. Ho paura che se disturbati questi si ribellino a danno della popolazione».