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Atlantia, Volpi (L’Alternativa C’è): «Manifestazione davanti alla Prefettura di Genova per fermare l’ingiusto “regalo” ad Autostrade»

«Revocare le concessioni per gravi inadempienze e restituire agli italiani un bene pubblico lasciando ai privati l'onere dei risarcimenti dovuti»

Genova. Leda Volpi e tutto il gruppo politico L’Alternativa C’è invita i cittadini venerdì 18 giugno alle 18 davanti alla sede della Prefettura di Genova, in Largo E. Lanfranco, «per manifestare il forte dissenso dei genovesi e di tutti gli italiani che non vogliono fare un ultimo “regalo” ad Atlantia, dopo che per decenni è stato permesso lo sfruttamento di migliaia di chilometri di rete autostradale statale senza le dovute manutenzioni. Incuria che ha causato anche il disastro del Ponte Morandi dove 43 persone hanno perso, tragicamente, la vita».

«L’ultimo regalo ai Benetton consisterebbe nell’acquisto a titolo oneroso delle partecipazioni in Atlantia da parte di Cassa Depositi e Prestiti per subentrare in posizione di controllo. L’alternativa che sarebbe invece da perseguire è la revoca della concessione, perché l’accordo in questione prevede una transazione ‘tombale’ che chiuderebbe ogni partita legata ai risarcimenti che sarebbero a carico del precedente concessionario (Atlantia) solo fino a 150 milioni di euro. Dai 150 ai 450 milioni l’onere sarebbe da suddividersi tra il privato che ha gestito l’infrastruttura fino a oggi e il soggetto (CdP) che subentra, mentre oltre i 450 milioni di euro sarebbe interamente in capo al soggetto pubblico: uno schiaffo a tutti i cittadini italiani, che pagherebbero di tasca loro per le inadempienze di un soggetto privato» – dice Volpi.

«Le associazioni dei cittadini vittima del disastro e la pubblica opinione continuano ad ammonire sul trattamento da riservare a chi si è reso responsabile del disastro, dei lutti e dei disagi conseguenti e di queste voci desidero esserne portavoce. La battaglia contro questo accordo ingiusto deve essere politicamente trasversale. L’unico modo per fermare questo ennesimo scandaloso regalo è quindi convincere il Ministero delle Infrastrutture, con una forte adesione alla manifestazione, a non firmare l’accordo per la vendita delle quote. Qualora i funzionari pubblici ignorassero la voce della Piazza si esporranno a un giudizio di responsabilità erariale che l’Alternativa c’è chiederà di avviare alla Procura della Corte dei Conti con l’esposto che stiamo predisponendo in queste ore. L’Alternativa c’è: revocare le concessioni per gravi inadempienze, e restituire agli italiani un bene pubblico lasciando ai privati l’onere dei risarcimenti dovuti» – conclude.