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Arma di Taggia, famiglia raggira anziano e finisce in manette: ecco chi sono gli arrestati fotogallery

Indagine dei carabinieri partita da una segnalazione

Arma di Taggia. Hanno raggirato per anni un anziano, truffandolo per centinaia di migliaia di euro. Sono Sonia Magaton, 42 anni, il marito Daniele Riviera, 43 anni e del figlio Davide Riviera, 21 anni, tutti abitanti nel centro di Arma di Taggia, le tre persone arrestate stamane dai carabinieri della compagnia di Sanremo, al comando del tenente Sebastiano Meloni, al termine di una lunga indagine, coordinata dalla Procura di Imperia, partita dalla denuncia della figlia della vittima: un anziano commerciante di Riva Ligure, al quale i tre avrebbero sottratto dal 2015 ad oggi oltre 300mila euro nell’ambito di una falsa compravendita di prodotti alimentari che non si è mai concretizzata per una serie di intoppi legali culminati con una richiesta di risarcimento. I tre arrestati sono accusati di concorso in circonvenzione di incapace.

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L’indagine. L’attività investigativa ha permesso di appurare che da cinque anni la famiglia aveva indotto la vittima degli abusi a versare periodicamente somme tra i 500 e i 2.000 euro, convincendo l’ex commerciante di poter ottenere un risarcimento milionario per il mancato perfezionamento della compravendita di una partita di merce. Nei dettagli, i tre avevano convinto l’anziano di poter ottenere un risarcimento milionario per una compravendita di generi alimentari in realtà mai avvenuta. Per sottolineare il loro impegno, hanno fatto credere all’uomo di aver intentato una (inesistente) causa risarcitoria presso un tribunale francese tramite un avvocato associato a uno studio legale, realmente esistente ma estraneo ai fatti, situato in Bulgaria e di aver ottenuto un risarcimento superiore a 500mila euro che sarebbe stato versato una volta pagate le spese di istruttoria e previo sblocco di un altrettanto fantomatico server. A confermare il raggiro ci sono alcuni documenti in lingua straniera contraffatti; unitamente alle insistenti pressioni sul commerciante e alle telefonate di un soggetto arrestato che nel tempo aveva assunto il ruolo fittizio di avvocato.

La mente. Ad escogitare il piano e a portarlo a compimento, secondo gli investigatori, è stata Sonia Magaton che, anche grazie a non comuni doti di attrice riusciva a impersonificare sia il ruolo di una vittima dello stesso rivenditore di merce, anche lei decisa a ottenere un risarcimento, che quello di avvocato, facendo credere di essere riuscita a ottenere un risarcimento milionario esigibile attraverso le continue richieste di denaro per aprire il fantomatico server. Nella convinzione che ogni versamento fosse l’ultimo per poter ottenere finalmente il tanto atteso risarcimento a “sei zeri”, negli anni la vittima, in uno stato di totale soggezione e prostrazione psicologica, ha dilapidato il patrimonio familiare, giungendo anche alla vendita di beni immobili.

La difesa. «Aspetto di conoscere gli atti. Quindi deciderò quale strategia difensiva adottare in vista dell’interrogatorio di garanzia e se, eventualmente, presentare richiese al Riesame». A dichiararlo è l’avvocato Luca Ritzu, legale dei tre arrestati. Mentre Sonia Magaton è stata accompagnata in carcere, per il marito e Daniele Riviera e il figlio Davide, il gip del tribunale di Imperia ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.