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Violenza di genere, il vice questore aggiunto Di Biase al convegno online organizzato da Fidapa Sanremo

Evidenziata la delicatezza degli interventi da parte della Polizia di Stato

Sanremo. Tra i primari impegni della Polizia di Stato si inserisce la lotta contro la violenza di genere.

«I nostri operatori svolgono un’attività di costante sensibilizzazione e partecipazione ai progetti volti alla creazione una nuova cultura di genere, aiutando le vittime a vincere la paura, rompendo l’isolamento e la vergogna». Il vice questore aggiunto Di Biase, funzionario responsabile dell’attività di polizia giudiziaria del Commissariato di Sanremo, è intervenuta in qualità di relatrice al convegno online organizzato dalla sezione “Fidapa Sanremo” con la collaborazione del “Centro Anti-violenza” provinciale, esteso anche ad alcune classi delle scuole superiori, svoltosi il 14 maggio scorso.

In quella sede è stata evidenziata la delicatezza degli interventi da parte della Polizia di Stato in questa materia, poiché essi implicano un’attività che interferisce con la sfera intima e personale delle vittime. In particolare, a proposito di violenza di genere, è stata posta all’attenzione l’importanza di due strumenti operativi: il Protocollo Eva ed il progetto Scudo. Il protocollo Eva ha codificato le linee guida per la gestione degli interventi legati alla violenza di genere in caso di primo intervento degli addetti al controllo del territorio, consentendo di inserire nella banca dati delle forze di polizia una serie di informazioni utili a ricostruire tutti gli episodi di violenza che hanno coinvolto un nucleo familiare. Queste informazioni permettono agli operatori di possedere più elementi per gestire al meglio le situazioni fortemente conflittuali.

Il progetto Scudo è un’applicazione interforze, riservata agli operatori, che costituisce un innovativo strumento per il contrasto alle violenze di genere. L’applicazione “Scudo” consente, infatti, di avere a disposizione tutte le informazioni utili sui precedenti interventi effettuati presso il medesimo indirizzo e di calibrare così nel modo migliore l’attività operativa. L’applicativo permette di ricostruire e collegare i diversi episodi che coinvolgono i presunti autori e le vittime, nonché di effettuare il monitoraggio delle attività di pronto intervento a livello nazionale.

Infine, la relatrice ha evidenziato che uno dei punti cardine della riforma introdotta dal Codice Rosso sia la necessità di garantire la tempestività. Uno dei capisaldi della legge è stata l’introduzione dell’obbligo di immediata comunicazione, anche in forma orale, della notizia di reato all’Autorità Giudiziaria, affinché possa assumere immediatamente la direzione delle indagini.