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Università di Imperia, Ioculano: «La Regione questa volta rispetti gli impegni e agisca»

«Occorre un intervento ben più progettuale e ampio che coinvolga l’intera programmazione didattica»

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Imperia. «L’Università di Imperia potrebbe essere un polo d’eccellenza del nostro territorio, la Giunta deve però agire e non perdere più tempo come è avvenuto negli ultimi anni» inizia così l’intervento del consigliere regionale Enrico Ioculano che arriva oggi a discutere l’interrogazione presentata il 17 marzo.

«Quasi 3 anni fa fu annunciato in pompa magna dalla giunta regionale l’acquisto del Polo universitario imperiese promettendo un suo rilancio: affermazioni che si sono susseguite durante le ultime elezioni regionali. Ora tutto tace. Oggi sono tornato sul tema chiedendo, tramite interrogazione, delucidazioni all’assessore Cavo su cosa si intenda fare per mantenere in vita il Polo imperiese – che vive un periodo di crisi con sempre meno studenti – e per rilanciare l’offerta formativa e per rendere questa sede più appetibile per i giovani della Provincia, sempre più costretti ad andare altrove per studiare e lavorare» – dice.

«Purtroppo gli assessori Cavo e Scajola hanno scaricato la responsabilità sul rettorato dell’Università dicendo che i cambi di dirigenza hanno inciso sull’iter dell’ateneo. Mentre in realtà non solo l’attuale rettore Delfino ma anche quello precedente, Comanducci, non hanno mai espresso la volontà di chiudere il polo imperiese, dunque nessuno dei due avrebbe ostacolato l’acquisizione del polo annunciata ormai anni fa dalla Regione. Da un lato siamo contenti di aver smosso qualcosa con la mia interrogazione a cui è seguita una riunione in cui si è paventata la possibilità di riqualificare i locali, dall’altra siamo comunque preoccupati poiché investire sul polo non può limitarsi a dare una sistemata alla struttura: occorre un intervento ben più progettuale e ampio che coinvolga l’intera programmazione didattica. Ci auguriamo inoltre che alla dichiarazione di voler ristrutturare alcuni locali seguano azioni concrete e conseguenti, non come avvenuto in passato» – conclude il consigliere Enrico Ioculano.

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