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Sanremo, Villa Angerer ai privati. Ponente Ambiente Cultura: «Rifiutato parzialmente accesso agli atti» foto

«Chiediamo che venga assicurata la massima trasparenza sull’operazione di concessione a privati e la sua convenienza complessiva per la città»

Sanremo. Non si placa la polemica sulla nuova destinazione ad albergo prevista per Villa Angerer: gioiello liberty sanremese che l’amministrazione comunale vorrebbe aprire ai privati. Dopo aver interpellato la Soprintendenza, l’associazione Ponente Ambiente Cultura ha richiesto a palazzo Bellevue accesso agli atti, «ma ci è stato parzialmente rifiutato».

«Da mesi, dal momento dell’uscita del bando sulla concessione a privati di Villa Angerer anche a destinazione alberghiera, l’Associazione Ponente Ambiente Cultura segue questa vicenda nella convinzione della difesa del patrimonio culturale pubblico e di un suo uso collettivo intelligente, nel nome della storia e della identità della città, per la sua massima fruizione – dichiarano i componenti dell’associazione – Non solo un intervento sulla tutela di un bene storico. Da subito le perplessità sulla procedura, non essendo sufficientemente chiari gli atti: indagine di mercato con manifestazione di interesse (come emergeva dalla Determina Dirigenziale, bando pubblicato all’Albo pretorio del Comune dall’8 al 29 gennaio 2021) o trattativa privata diretta (come risulta dal modello di domanda allegato al bando). L’associazione si è premurata quindi di fare ai termini di legge una prima richiesta di accesso agli atti (4 marzo 2021) e poi una richiesta di riesame (23 marzo) a causa del parziale diniego, in particolar modo rispetto alle notizie circa gli esiti della manifestazione di interesse e quindi ai soggetti interessati alla concessione della Villa».

Lo stato della procedura ad oggi. «Si è riusciti a chiarire lo stato ad oggi della procedura – spiega l’associazione – La conferma della indagine di mercato ad esclusivi fini esplorativi, non impegnativa per l’Amministrazione, che potrà procedere ad una “eventuale successiva gara” per la scelta del contraente con la richiesta delle vere e proprie offerte. L’Amministrazione non ha ancora deciso che fare circa l’ “eventualità” di proseguire, non vi sono atti ufficiali in tal senso».

«Purtroppo – afferma Ponente Ambiente Cultura – Ci è stato nuovamente negato il diritto di conoscere anche solo il numero dei soggetti che hanno partecipato alla manifestazione di interesse, con la motivazione di possibili “effetti distorsivi della concorrenza”, elemento che non consideriamo in questa fase essere pregnante. Non si vuole certo entrare nel merito delle manifestazioni di interesse, in quanto facoltà dell’Amministrazione e della burocrazia comunale».

«La richiesta – spiega l’associazione – Era volta a conoscere la misura dell’interesse suscitato da questa indagine di mercato rispetto al precedente avviso per la concessione del bene comunale storico e il sicuro allargamento della platea dei soggetti interessati con la nuova destinazione ad albergo. E’ bene chiarire tutti questi passaggi, anche relativamente ad alcune dichiarazioni pubbliche e a notizie di stampa, precedentemente anticipate e riferite a possibili profili di soggetti interessati: si è letto infatti di “una risposta” al bando, pervenuta da un imprenditore del settore alberghiero cittadino per un albergo extra lusso. Pur prendendo atto della volontà dell’Amministrazione di cedere l’uso della Villa, chiediamo che venga assicurata la massima trasparenza sull’operazione di concessione a privati e la sua convenienza complessiva per la città, trattandosi di un bene comune, un bene pubblico di valore storico».

Prosegue il sodalizio: «A nostro avviso sul patrimonio storico ed ambientale le Amministrazioni pubbliche devono investire con volontà, idee, energie e fondi. L’identità di una città e di una comunità con le sue storie sono caratteri da preservare in una visione d’insieme ed un percorso programmato di valorizzazione. Il giusto tema dei finanziamenti: nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici negli anni 2017/2019 erano previsti nel bilancio del Comune di Sanremo 500 mila euro per il recupero di Villa Angerer e negli anni 2018/2020 800 mila euro, purtroppo mai realmente finanziati! Non dimentichiamo neanche opportunità quali i fondi per la rigenerazione urbana e lo stesso PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dove sono previsti fondi di investimento sulla valorizzazione dell’identità dei luoghi, quali parchi e giardini pubblici, i beni comuni insomma».

«La nostra associazione – concludono presidente e comitato direttivo – Lavorerà per preservare a godimento pubblico il patrimonio culturale, storico ed ambientale del nostro Ponente per “dare corpo” a questa visione, non più speculativa o indifferente verso il nostro territorio, e a questo percorso di recupero che, dopo il Forte di Santa Tecla, Palazzo Nota, l’Auditorium Alfano a Sanremo, deve continuare nel segno della qualità turistica e culturale della città e dell’intero Ponente».