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Sanremo, stop al nuovo supermarket della Foce. Da ripensare il progetto sull’ex Sati

Clamorosa sentenza del Consiglio di Stato blocca le autorizzazioni per il cantiere Arimondo, minando il progetto immobiliare per l'ex autostazione

Sanremo. E’ destinata a far discutere per i prossimi mesi la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 22 aprile che è andata ad abbattersi, come un macigno, sulla costruzione del nuovo supermercato della Foce del gruppo Arimondo, con potenziali ripercussioni anche sul progetto di riqualificazione dell’ex Sati.

I fatti. Talea Società gestione immobiliare e Coop Liguria avevano presentato ricorso contro il Comune di Sanremo (difeso dagli avvocati del municipio Sara Rossi e Danilo Sfamurri), il ministero dei Beni Culturali e l’Asl1 Imperiese, chiedendo l’annullamento del permesso di costruire concesso, nel gennaio 2017, alla società La Brezza Srl (gruppo Arimondo) per la demolizione e ricostruzione di un fabbricato, da trasformare in supermercato e macelleria, nei pressi della Foce, di fronte alla Lidl.

Perno delle contestazioni proposte da Coop, soccombente in primo grado di fronte al Tar Liguria e che lamentava anche problemi di concorrenza con il proprio punto vendita del quartiere, erano la revisione del parere reso dell’Asl1 e tutti gli atti conseguenti assunti da Palazzo Bellevue con i quali, sostanzialmente, era stata approvata una deroga al vincolo cimiteriale. Deroga imprenscindibile per l’avvio dei lavori che avrebbero dovuto portare alla costruzione di un edificio principale con annessi parcheggi interrati e un giardino sul tetto.

Secondo la sentenza del Consiglio di Stato, oltre alla violazione del vincolo relativo alle distanze minime da tenere da un cimitero (anche se monumentale, quindi difficilmente suscettibile di ampliamenti), ci sarebbe stata una sottovalutazione del reale interesse pubblico che l’opera in questione avrebbe dovuto portare con sé.

Oltre a eventuali richieste danni che potranno eventualmente scaturire da questa pronuncia, a Palazzo Bellevue, adesso, si temono possibili ripercussioni sull’altro grande progetto privato di riqualificazione urbana previsto alla Foce: quello dell’ex autostazione Sati.

Progetto, quest’ultimo, che solo l’anno scorso aveva visto il Comune approvare una convenzione con la società proprietaria dei terreni, per la demolizione dell’esistente e la realizzazione di un nuovo complesso immobiliare che avrebbe dovuto restituire alla città un sagrato e altri parcheggi interrati. Il tutto, però, dovrebbe avvenire a meno di una decina di metri proprio dal cimitero monumentale.  Non potendo intraprendere nuovi ricorsi in sede amministrativa, ora l’amministrazione Biancheri starebbe valutando tutte le iniziative del caso. L’unica via percorribile sembrerebbe essere quella della revisione dei progetti approvati, con conseguente ridimensionamento degli interventi o varianti urbanistiche per renderli compatibili con la vicinanza al cimitero monumentale e maggiormente corrispondenti all’interesse pubblico. In alternativa, almeno per quanto riguarda l’ex Sati – dove non è stata posta ancora alcuna prima pietra -, l’ente potrebbe pensare di acquistare dal privato le aree, trovando un accordo favorevole sia all’ente locale che agli attuali proprietari. Altrimenti, parlare di riqualificazione potrebbe essere sempre più difficile.

(Nelle foto, a sinistra l’area del nuovo sopermercato, a destra l’ex Sati)