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Imperia, in centinaia per la festa di fine Ramadan. Annunciata manifestazione pro Palestina fotogallery

Scattata petizione per famiglia tunisina a cui è stata tolta la figlia

Imperia. Centinaia di fedeli musulmani si sono radunati stamani nel parco Gorleri, a Imperia Oneglia, per celebrare la festa di fine Ramadan (Id al – Fitr). Si tratta, nella cultura islamica, della seconda festività religiosa più importante che viene celebrata, alla fine del mese lunare di ramaḍān, quale segno di gioia per la fine di un lungo periodo di digiuno.

Festa fine ramadan oneglia

A guidare la preghiera, è stata la comunità musulmana di Imperia che ha annunciato, per sabato prossimo, alle 16, una manifestazione «per la Palestina, per i fratelli di Gaza, peer manifestare la nostra vicinanza ai fratelli». La manifestazione si terrà sul mare, nel piazzale davanti alla caserma della guardia di finanza di Imperia.

«Torniamo al Quds al Sharif, in questi giorni di nuovo sotto attacco – ha detto Hamza Piccardo, esponente di spicco della comunità islamica in Italia – E parlano, i giornali, i giornali, di conflitto Israele-palestinese. Ma che conflitto? Ma dov’è il conflitto quando da una parte c’è un’aviazione, c’è una marina militare, c’è artiglieria, ci sono missili, c’è tutto quanto, e dall’altra parte c’è soltanto qualche razzo e le pietre. Non c’è paragone: non è un conflitto. E anche quelli che sono occupati hanno il diritto sacrosanto di difendersi contro l’aggressione, contro il tentativo della pulizia etnica totale. Da 73 anni questo avviene, non è da un giorno: i nostri fratelli e le nostre sorelle in Palestina difendono la prima qibla, il luogo da cui Maometto si alzò verso il trono di Allah e guidò la preghiera di tutti i profeti. Quel popolo non cessa di lottare, anche nelle condizioni peggiori, e a lui deve andare la nostra solidarietà e il nostro pensiero».

Tra i fedeli, inoltre, è scattata una raccolta firme per una petizione che sarà inviata a prefetto, questore e Tribunale dei minori, per il caso della 12enne tunisina abitante a Imperia, tolta alla famiglia dopo aver manifestato intenti suicidi perché obbligata a frequentare solo coetanei islamici.

«In quanto membri della comunità islamica di Imperia – si legge nel testo della petizione – Siamo ad attirare la vostra attenzione su una famiglia che rischia di essere devastata dall’applicazione impropria di un protocollo legale che dovrebbe invece essere finalizzato al bene della minore e della serenità generale dei suoi cari».

E ancora: «I fatti sono inquietanti: prelevata dagli agenti della squadra mobile della Questura di Imperia nella scuola media cittadina che frequentava, la bambina è stata sottratta alla famiglia che l’ha cresciuta, nutrita, amata per 12 anni e che, dopo due settimane, non ha ancora potuto riabbracciare […].  Va da se che un certo pregiudizio nei confronti della nostra cultura e tradizione potrebbe aver giocato un ruolo negativo nella valutazione dei fatti e pertanto oggi abbiamo una famiglia traumatizzata: i suoi fratelli temono di essere sequestrati e non vogliono uscire di casa, la madre, incinta, non ha più lacrime, il padre teme, lasciando il domicilio, di non ritrovare più i suoi cari al ritorno. Quelle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerli si sono invece mosse con insensibile goffaggine e ora sono percepite come insensibili e ostili. Non hanno avuto coraggio di affrontare la situazione, la scuola, i servizi sociali, le forze dell’ordine, la Procura dei minori tutti preoccupati di proteggersi anche a spese dei soggetti che avrebbero dovuto tutelare». 

La richiesta è che «si riduca il danno già fatto, velocizzando la pratica e anticipando quanto più possibile l’audizione della bambina fissata per il 5 luglio e che le si permetta di incontrare (anche eventualmente in ambiente protetto) i membri della sua famiglia».