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Imperia, donato all’istituto Viesseux il volume “La Grande Guerra dei Carabinieri”

Una rappresentanza dei carabinieri del comando provinciale ha consegnato il libro al professor Paoli Auricchia

Imperia. Oggi, 13 maggio, nell’aula magna del Liceo Scientifico “G.P. Viesseux” di Imperia, una rappresentanza dei carabinieri del comando provinciale di Imperia ha donato all’istituto il volume “La
Grande Guerra dei Carabinieri”, che rievoca la quotidianità del Carabiniere nella Grande Guerra, con le
angosce vissute dall’uomo con gli alamari nei quattro anni di conflitto.

 “La Grande Guerra dei Carabinieri”

L’opera – pubblicata dall’Ufficio Storico del Comando Generale – è stata realizzata dal Ten. Col. dei carabinieri Flavio Carbone, presidente del Comitato Nazionale degli Archivi Militari della Commissione Internazionale di storia militare. Il tomo – accompagnato da una lettera del comandante interregionale, generale di corpo d’Armata
Claudio Vincelli – è stato consegnato al dirigente scolastico Paolo Auricchia dal comandante della compagnia carabinieri di Imperia Ten. Col. Pierluigi Giglio e dal comandante della stazione luogotenente Paolo Gianoli, accompagnati dai giovani marescialli Arianna Pelizzari e Samuele Repossi.

 “La Grande Guerra dei Carabinieri”

Nella circostanza, nel ricordare come ogni guerra lasci profonde ferite che lacerano il tessuto sociale con effetti mutilanti sul presente e strascichi dolenti che segnano il futuro, un pensiero è stato rivolto agli effetti che quel conflitto ha comportato nella quotidianità del Paese ed alle molte vittime, tra le quali tanti carabinieri che dovettero esprimere impegno oneroso e difficile, poiché “Arma combattente” nelle trincee, al fianco nella Fanteria, così come in volo con i primi piloti, nonché nelle immediate retrovie anche a supporto degli Stati Maggiore. All’interno, i carabinieri, allora come oggi, costituirono presidio immancabile per i cittadini, nelle città e nelle campagne, a testimonianza della concreta presenza dello Talvolta, non possiamo esimerci dal descrivere l’immagine dell’uomo con gli alamari in uniforme grigio verde, tipica del carabiniere di quel periodo bellico, che non fu foriera di buone memorie, poiché l’Arma era incaricata di comunicare alle famiglie il decesso di un congiunto sul campo di battaglia; così come ad essa era chiesto di accompagnare al fronte i giovani i quali, rientrati a casa dalla prima linea per trascorrere brevi periodi di licenza, dovevano ripresentarsi al reparto.

Sempre i carabinieri dovevano rintracciare i disertori e restituirli ai corpi di appartenenza. Nelle grandi città, così come nei piccoli borghi, l’Arma continuò ad essere impegnata nella prevenzione e repressione dei fenomeni criminosi violenti, dei reati comuni e delle rivolte popolari, strettamente connesse con la povertà dilagante. Un’unica ma variegata storia quindi, quella narrata ne “la Grande Guerra dei Carabinieri”, episodi di quotidianità affrontati dai carabinieri nei difficili giorni, nei lunghi mesi e negli interminabili anni in cui fu loro richiesto molto, così come all’intera comunità nazionale, dovere peraltro a cui mai si sottrassero.

Al termine della presentazione il Ten. Col. Giglio, nel riporre simbolicamente il volume nelle mani del rappresentante degli studenti del liceo insieme ad alcuni compagni di scuola – nel rispetto delle prescrizioni antipandemiche – ha voluto sottolineare l’importanza della memoria a loro assegnato: «…a voi ragazzi protagonisti del futuro rimane il compito di ricordare ciò che i nostri predecessori hanno vissuto, tramandando le loro vicende, il dramma umanitario di immani proporzioni che sconvolse il mondo intero…».