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Imperia di tutti: «Sull’antifascismo banalità»

Bocciatura per la mozione del Pd

Imperia. Le dichiarazioni del movimento politico Imperia di Tutti Imperia per Tutti in merito all’ultimo consiglio comunale:

«All’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale erano posti due argomenti, la cittadinanza onoraria al milite ignoto e l’iscrizione all’anagrafe antifascista, che immaginavamo meritare una particolare e condivisa attenzione. Così non è stato e all’indomani dell’assise comunale ci restano solo amarezza e delusione.

In consiglio abbiamo tentato, purtroppo invano, con gli interventi del nostro capogruppo Roberto Saluzzo di evidenziare il filo conduttore che lega due argomenti solo apparentemente lontani ma in realtà appartenenti al medesimo percorso etico per gli altissimi valori che essi rappresentano.

Sul milite ignoto, drammatico esempio di sacrificio e senso del dovere di un’intera generazione, solo Imperia di tutti, tra una generale e irrispettosa distrazione collettiva, ha provato ad evidenziare il profondo significato della concessione di una cittadinanza onoraria che rappresenta idealmente il supremo sacrificio di seicentomila giovani nelle trincee della Prima Guerra Mondiale.

La pratica è stata poi votata da tutti i presenti, ma eccetto quello di Roberto Saluzzo, nessun intervento articolato per dare alla stessa il valore che avrebbe meritato. Temiamo che in molti avranno pensato che essendo “ignoto” e forse “pure morto” quel soldato, scelto da una madre straziata dal più tremendo dei lutti tra anonimi cadaveri di poveri giovani, oggi a cent’anni di distanza non importa più nulla a nessuno. Temiamo abbiano votato sì per togliersi velocemente una rogna e far piacere ad Anci, alle Medaglie d’oro, alle associazioni d’Arma promotrici dell’iniziativa perché è meglio tenersele buone che poi non si sa mai.

Sull’iscrizione all’anagrafe antifascista il consiglio, sempre con l’esclusione di Imperia di Tutti che ha cercato di proporre una ragionata analisi partendo dalle parole di Matteotti “il fascismo non è un idea è un crimine” ricordando il nostro martire delle Fosse Ardeatine, Ivanoe Amoretti, e con lui i martiri del Ginestro e di Torre Paponi, si è contraddistinto per interventi superficiali, disarticolati, platealmente inadeguati e infine per un indecoroso voto negativo.

C’è stato chi, forse dopo una veloce scorsa al web, ha proposto letture del fenomeno tanto strampalate quanto irriverenti verso la nostra storia. Altri, facendo leva emotiva su tragici ricordi di famiglia, sono giunti a conclusioni tanto assurde quanto inspiegabili se non dalla ragion di “carega”. Financo, quando si attendeva con fiducia più alta e raffinata sintesi, si è invero ascoltata una lectio brevis in cui, siam certi per momentanea distrazione o forse comprensibile stanchezza, si è addirittura sfiorato il più scontato revisionismo dell’ “anche il fascismo ha fatto cose buone”. Il fatto poi che la pratica abbia registrato tre soli voti a favore è stata naturale conseguenza del tutto: tanto logica quanto inquietante.

Nell’insieme una brutta pagina per il consiglio comunale, una pagina non degna di una Città che ha dato centinaia di vite di suoi giovani figli nella Grande Guerra, di una Città Capoluogo di una Provincia medaglia d’oro al Valor Militare per i suoi mille morti nella Resistenza.

I problemi di Imperia saranno anche altri, come le rotture dei tubi, le lampadine bruciate e i buchi nell’asfalto, ma chi la rappresenta in Consiglio Comunale non può ritenere il sacrificio per la Patria, la Libertà, la Democrazia e l’Antifascismo come fatti scontati o, forse peggio, non comprenderli affatto, considerando Quattro Novembre e XXV Aprile quali feste di santi patroni contrapposti e non unitari momenti fondanti il nostro stato libero, civile e democratico».