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Carcere di Sanremo, detenuti sequestrano agente puntandogli arma alla gola per rubare chiavi celle

Il grido di allarme dei sindacati: «Serve intervento immediato per la sicurezza dei nostri uomini»

Sanremo. Con un’arma appuntita creata con un bastone puntata alla gola, due detenuti di origine italiana hanno sequestrato un giovane agente della polizia penitenziaria del carcere di Sanremo, l’unico in servizio nella sezione “degenza”, dove si trova una quindicina di detenuti. L’obiettivo era quello di sottrarre le chiavi al poliziotto, per poter aprire le porte del piano, liberando i carcerati.
Il grave episodio di violenza, uno dei più cruenti delle ultime settimane all’interno del penitenziario di valle Armea, è accaduto intorno a mezzogiorno. Solo l’intervento dei colleghi dell’agente, che hanno iniziato una lunga trattativa con i detenuti, ha evitato il peggio. Il poliziotto è comunque rimasto ferito e si trova in ospedale, ad Imperia, dove i medici stanno valutando le sue condizioni.

A lanciare un grido di allarme, chiedendo maggiore sicurezza, sono i sindacati.

«E’ da anni – commenta il segretario regionale del Sappe Liguria Michele Lorenzo – che chiediamo maggiore tutela e idonei strumenti a difesa della Polizia penitenziaria. E’ compito della politica dare un giusto interesse alla nostra vita lavorativa. E’ ’ necessaria l’adozione della pistola teaser e non si comprende l’ostruzionismo di chi in carcere non opera ma si erge a profondo conoscitore delle dinamiche penitenziarie. Il Sappe chiede invece di dare voce a chi conosce il carcere ed a chi ci lavora 24 ore al giorno per 365 giorni subendo quotidiane aggressioni, che si è risolto nel migliore dei modi anche se il collega, che è ricorso alle cure ospedaliere, si porterà dietro i segni di questa brutta esperienza e senza nessun supporto psicologico».

«Il caso odierno – conclude Michele Lorenzo è avvenuto in una sezione dove i detenuti sono vigilati solo da un agente e per inique motivazioni riconducibili alla volontà di un detenuto a voler essere trasferito in un altro istituto. Il Sappe ha più volte chiesto un’indagine ispettiva sul carcere di Sanremo ma, pare, che non ci sia l’interesse».

«Sanremo non può più attendere: occorre l’intervento del Capo della Polizia penitenziaria Petralia – dichiara Fabio Pagani, segretario Uilpa penitenziari -. Sono a rischio l’ordine pubblico e la sicurezza dell’istituto. Non possiamo far altro che esprimere vicinanza al collega, vittima di una amministrazione penitenziaria assente, e alla Polizia Penitenziaria di Sanremo».