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Black out elettrico in corso Roma Perasso (Diano Riparte): «Già compromesso il nuovo selciato» foto

L'esponente politico apre un nuovo fronte polemico con l'amministrazione

Diano Marina. Black out elettrico dell’altro giorno in corso Roma a Diano Marina, interviene Marco Perasso come portavoce del gruppo Diano Riparte: «Ha riguardato oltre 710 utenze  ed ha obbligato l’Enel ad inviare d’urgenza una squadra di tecnici la quale ha subito iniziato con lo spaccare il selciato di corso Roma inaugurato con grande spolvero dal vicesindaco Cristiano Za Garibaldi appena qualche giorno fa».

«Questa è l’ennesima prova della mancanza di criterio che l’amministrazione uscente, nella persona dell’ assessore ai Lavori pubblici e ahimé candidato sindaco per “Cambiamo”, Za Garibaldi, ha nel realizzare le opere pubbliche. In questi ultimi mesi, dopo quasi un decennio di immobilismo, si assiste ad un fuoco di artificio di cantieri, senza però una visione progettuale d’insieme riguardo all’assetto urbanistico futuro, ed inoltre gestiti non tenendo minimamente conto dei più elementari criteri di buon senso», incalza Perasso.

«Ben venga il restyling di corso Roma -precisa l’ex presidente del consiglio comunale –  ma  questo vuol dire rifare completamente tutti i sottoservizi, quali fognature, acquedotti, gas, posandone di nuovi aventi con una maggior portata e capacità e realizzare condotture atte a ospitare futuri connessioni a fibra ottica ed elettriche, il tutto senza stare a lesinare sui tombini d’ispezione. Come si è visto, l’amministrazione comunale dianese ha fatto esattamente l’opposto, utilizzando, poi come pavimentazione un materiale che, oltre ad aver già dato risultati assai discutibili dove è stato precedentemente impiegato, in caso di interventi come quello che i tecnici dell’ Eene sono stati costretti ad effettuare, rende evidente il rappezzo che a fine lavori, si va a porre sul sedime della via. La differenza con la più elegante pavimentazione del resto dell’isola pedonale non può essere più stridente su via Genova, via Nizza, via Genala,  basta sollevare le lastre in pietra e, ultimato il lavoro, riposarle a dimora».

«Spesso in queste zone del centro, si organizzano eventi che comportano l’installazione provvisoria di chioschi e stand. Sarebbe bastato installare due tubazioni , sugli opposti lati della via, per portare energia elettrica a queste postazioni, senza dover ricorrere a collegamenti “volanti” che richiamano molto i suck dei paesi medio orientali. Ribadisco, i lavori effettuati in questi ultimi mesi sono tutti accomunati dal fatto di fare “sciaratto” , ma di aver poca sostanza intrinseca e di di dover essere “rivisitati” a breve per supplire alle carenze e dimenticanze di chi li ha realizzati ,vedasi le tubazioni per l’irrigazione automatica nelle aiuole, anche queste appena finite, di via XX Settembre», conclude Marco Perasso.