Quantcast

Bimba di 4 mesi morta a Imperia, Procura apre inchiesta

Luna aveva due fratelli, la sua morte ha gettato nello sconforto l'intera comunità di Dolcedo

Imperia. La Procura di Imperia ha aperto un’inchiesta per far luce sulla tragica morte, avvenuta ieri in ospedale a Imperia, di una bimba di 4 mesi.
La piccola, di nome Luna, figlia di una coppia di nigeriani, poco meno che trentenni, ospiti della cooperativa Jobel per richiedenti asilo di Dolcedo, è stata portata in ospedale a Imperia dagli stessi genitori: le sue condizioni erano disperate e i medici, nonostante i ripetuti interventi di rianimazione, si sono dovuti arrendere al decesso.

Al momento non ci sono ipotesi di reato, né indagati: l’inchiesta aperta dalla Procura, come “atti non costituenti notizia di reato”, è un atto dovuto per consentire al pubblico ministero di ricostruire esattamente quanto accaduto. La neonata, secondo quanto riferito dai genitori, sarebbe caduta da un letto matrimoniale, come dimostra un piccolo ematoma presente sul corpicino. A chiarire le cause del decesso sarà l’autopsia disposta dagli inquirenti: fin quando non saranno eseguiti tutti gli accertamenti non sarà possibile escludere che la piccola sia deceduta per altri motivi, tra i quali, il più probabile, quello di una morte naturale.

«I genitori sono distrutti come è normale che sia – dice Claudia Regina presidente della Cooperativa Jobel – La coppia della Nigeria è nostra ospite da 3 anni ed è perfettamente integrata. Condividono un alloggio con un’altra famiglia. Luna aveva due fratelli, Yvonne di 4 anni e Ivan di 2 anni e mezzo. Non si sa ancora quando il corpicino sarà restituito alla famiglia».

La notizia del dramma ha gettato nello sconforto l’intera comunità di Dolcedo, come riferisce il sindaco Giovanni Danio: «C’è sconcerto, tutta la comunità c’è rimasta male per la morte della piccola. La coppia di genitori era perfettamente inserita come tutti i richiedenti asilo che sono ospiti in paese. Con la Cooperativa Jobel, prima del Covid, avevamo anche intrapreso un percorso di lavori socialmente utili svolti dai migranti, come, per esempio, la cura del verde».