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Arresto Giovanni Stramare, il sindaco di San Lorenzo: «Vicino alla madre e alla figlia» foto

Il consigliere comunale finito in manette nell'ambito dell'operazione antidroga "Mago Merlino"

San Lorenzo al Mare. «Spero che Stramare possa dimostrare la sua estraneità ai fatti. Sono vicino alla madre e alla figlia», commenta così il sindaco di San Lorenzo Paolo Tornatore l’arresto del consigliere comunale di Giovanni Stramare, 51 anni, eletto nella lista che sosteneva la candidata sindaco  Lorenza Bellini, nell’ambito dell’operazione antidroga “Mago Merlino”. 

Le Fiamme Gialle del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Imperia,  la settimana scorsa, infatti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Genova – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Imperia  hanno smantellato una associazione criminale che faceva riferimento ad una famiglia marocchina con a capo un uomo di 32 anni, che non è sfuggito ai militari  che hanno arrestato 15 persone e sequestrato beni per 225mila euro.  E’ questo, appunto,  il bilancio dell’operazione “Mago Merlino” che ha visto i finanzieri  impegnati in una complessa indagine che ha individuato e smantellato un’associazione a delinquere, da tempo attiva nelle province di Imperia e Savona, dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, in particolar modo di cocaina.

LE INDAGINI. Le indagini, inizialmente finalizzate a determinare i contorni delle attività di spaccio di alcuni dei soggetti indagati, operanti tra Imperia e i comuni limitrofi, hanno consentito in un secondo tempo di individuare una vera e propria associazione a delinquere, facente capo ad una famiglia di origine marocchina residente a Loano, che si avvaleva di una capillare schiera di pusher, anche italiani, attivi tra le province di Imperia e Savona. Il sodalizio aveva una base, per reperire la droga, sia in Olanda che a Milano, snodo del nord Italia per la cocaina di elevata qualità.

Eseguite dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Imperia, le indagini hanno consentito di documentare e ricostruire oltre 7 mila episodi di minuto spaccio, in gran parte riguardanti la cessione di un grammo, o anche meno, di cocaina, nei confronti di una platea alquanto eterogenea di assuntori per età, estrazione sociale e attività lavorativa svolta. A questi ultimi, residenti in gran parte tra i comuni di Imperia, Ceriale, Albenga, Alassio, Andora, Pietra Ligure, Varazze, Arma di Taggia, Bordighera e Sanremo, veniva peraltro praticata una forte “scontistica” nel caso si trattasse di “clienti” abituali. Come ricostruito dalla Fiamme Gialle, a fronte di un giro di affari di circa 520.000 euro, prodotto in circa un anno, l’organizzazione criminale conseguiva guadagni netti prudenzialmente quantificati in 225.000 euro.

Nel corso delle indagini, inoltre, sono stati eseguiti 10 arresti in flagranza di reato e sottoposti a sequestro oltre 3 kg di cocaina, 9 kg di marijuana, 4 kg di hashish, 300 grammi di eroina, 200 pasticche di ecstasy, 8 autovetture, 45 smartphone, bilancini di precisione e denaro contante per migliaia di euro. Nell’ambito delle perquisizioni eseguite ieri, contestualmente alle misure cautelari personali, sono state inoltre trovate, in diversi casi, dosi di stupefacente pronte per lo spaccio.

Le investigazioni hanno fatto inoltre emergere come l’attività di spaccio si svolgesse con grande impegno: vi erano pusher che percorrevano anche 100 km al giorno con la propria autovettura per raggiungere “a domicilio” i vari consumatori, o che erano così impegnati nelle attività criminali da lamentarsi di dormire poco, per poter garantire l’ampia reperibilità oraria richiesta dai dominus del sodalizio. Alcuni indagati, infine, nonostante fossero già agli arresti domiciliari, vendevano lo stupefacente presso la propria abitazione.

Anche il capo dell’organizzazione, E.K.Y, di anni 32 anni, era attivo in prima persona, tanto che veniva una prima volta arrestato, in flagranza di reato, nel febbraio 2020 a Diano Marina quando si era appena approvvigionato – presumibilmente da criminali locali – di circa 800 grammi di cocaina purissima.

Nonostante i vari interventi che portavano all’esecuzione degli arresti in flagranza di reato e al sequestro, l’organizzazione si industriava in modi sempre diversi al fine di reperire lo stupefacente per i propri traffici, anche avvalendosi, in un caso, di un soggetto di 73 anni, arrestato al suo ritorno dai Paesi Bassi mentre trasportava, occultato in un vano ricavato nel cofano della propria autovettura, un panetto da 1,2 Kg di cocaina purissima.

Le indagini, che hanno riguardato 21 indagati, hanno consentito al G.I.P. del Tribunale di Genova di emettere una Ordinanza di applicazione delle misure cautelari della custodia in carcere, per 13 responsabili, e degli arresti domiciliari, per 2 indagati, nonché un decreto di sequestro preventivo di beni e denaro contante per 225.000 euro.

Le attività eseguite il 27 aprile scorso hanno visto complessivamente impegnati, con l’ausilio dei Reparti della Guardia di Finanza competenti alle rispettive sedi, oltre 70 finanzieri e 8 unità cinofile in Provincia di Imperia, Savona nonché a Genova e Milano.