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Taggia, i sindaci della Valle Argentina scrivono a Draghi: «Non sommiamo alla pandemia una carestia»

Iniziativa di Mario Conio sostenuta da una decina di colleghi del comprensorio tabiese

Taggia. Si rivolgono al premier Mario Draghi i sindaci della Valle Argentina Mario Conio, Mariano Bianchi (Montalto Carpasio), Massimo Di Fazio (Triora), Valerio Ferrari (Terzorio), Giuseppe Galatà (Castellaro), Giorgio Giuffra (Riva Ligure), Matteo Orengo (Badalucco), Marcello Pallini (Santo Stefano al Mare), Manuela Sasso (Molini di Triora) e il vicesindaco di Ponpeiana Ezio Conio per chiedere un cambio di passo sulle chiusure forzate a cui sono costrette da oltre un anno le attività commerciali.

Nella missiva scritta dal primo cittadino di Taggia, condivisa e sottoscritta dai colleghi del comprensorio, i sindaci invocano un’attenzione maggiore per i titolari di attività produttive che “quotidianamente si rivolgono ai Comuni nel chiedere aiuto e sostegno”. Una crisi aggravata dalle pesanti ripercussioni dell’alluvione dello scorso ottobre che ingenti danni ha lasciato in Valle Argentina.

Si legge nel documento: “Siamo un insieme di Comuni abitati da oltre 20.000 persone, ricompresi tra le Città di Imperia e Sanremo. Ci rivolgiamo a Lei con deferenza, perché tutti noi, a prescindere dall’appartenenza politica, avvertiamo forte la grande responsabilità che deriva dall’onere e dall’onore di rappresentare migliaia di persone, con le loro angosce, le loro fatiche, le loro speranze e le loro incertezze. Non possiamo esimerci dal portare alla Sua attenzione il grido di dolore e preoccupazione che, quotidianamente, si solleva dalle nostre Comunità, soprattutto dal comparto produttivo che le caratterizza.

È trascorso oltre un anno da quando siamo stati travolti da questa drammatica emergenza sanitaria: alcuni di noi sono stati toccati negli affetti più cari, tutti noi indistintamente siamo stati colpiti da una crisi sociale, senza precedenti nella nostra epoca. Ci sono settori in grande difficoltà e le misure di sostegno messe in campo appaiono inadeguate e tardive. Siamo consapevoli che ogni scelta provochi un sacrificio, anche il più costoso e doloroso, ma crediamo anche, alla luce dei ristori assolutamente non confacenti alle necessità delle imprese danneggiate, che non si possa attendere oltre per cambiare repentinamente direzione.

Non voglio più vivere giornate come ieri, ricevere telefonate di commercianti disperati senza sapere argomentare una…

Pubblicato da Mario Conio su Venerdì 2 aprile 2021

Giorno dopo giorno, si susseguono richieste e petizioni di artigiani, esercenti, imprenditori ed agricoltori, sempre più disperati e confusi.
I cittadini non capiscono, noi non capiamo, quale sia il criterio con il quale si individuino i servizi essenziali, la logica per la quale alcune categorie siano costrette a rimanere chiuse ed altre possano invece aprire ed operare. Dopo un anno di sacrifici e di risultati incerti, è oramai chiaro a tutti che oltre alla salvaguardia della salute quale bene primario essenziale, diventa altresì essenziale la tutela di ogni attività economica.

I gestori di palestre, di cinema, gli spettacoli viaggianti, i teatri, i commercianti di articoli non ricadenti nel famoso allegato 23, i ristoratori, i baristi e tutte le categorie maggiormente danneggiate attendono risposte, ciascuna attività è per loro essenziale, perché unico sostentamento per migliaia di famiglie. La esortiamo a ribaltare il Suo punto di vista, individuando vie alternative alle chiusure generalizzate.

E’ necessario da parte sua che si predisponga una nuova fase di contenimento del virus che aggiunga alla sfida vaccinale in atto, nuove norme di gestione delle attività economiche. Provi a cambiare, non continuando, forse per abitudine, a proporre misure che non funzionano e che hanno dimostrato di non funzionare. Seppure la vaccinazione di massa inciderà positivamente sull’andamento epidemiologico, la normalità è ancora lontana a venire e l’estate, da sempre un toccasana per la nostra economia, è sempre più vicina.

Siamo assaliti dalla paura che presto il quotidiano bollettino con il numero dei contagiati possa essere sostituito dal quotidiano bollettino con il numero dei fallimenti. Modifichiamo le regole di contenimento, rispettando chi lavora con serietà, attenzione e cura delle regole di sicurezza. Non possiamo permetterci che alla pandemia si affianchi la carestia. La nostra è una società che sta smarrendo la sua coesione e la sua speranza nel futuro: Lei ha la nobile opportunità di impedire che ciò accada. La invitiamo a raccogliere, dall’alto della Sua competenza ed esperienza, questa sfida, quella di saper contrastare l’emergenza sanitaria, concedendo una prospettiva concreta ai nostri cittadini. Accolga il nostro accorato appello che è quello di migliaia di italiani che pongono in Lei e nelle Istituzioni profonda fiducia”.

(Nella foto il premier Draghi e il sottosegretario alla Salute Andrea Costa)