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Sanremo, a Casa Borea ancora 4 ospiti positivi. Il presidente della fondazione: «L’Asl faccia i sierologici nelle Rsa»

Gli anziani avevano ricevuto tutti la seconda dose. Di Vincenzo: «Aiuterebbe a stabilire se gli ospiti vaccinati hanno sviluppato gli anticorpi»

Sanremo. Sono rimasti in 4 su 8 gli ospiti positivi al Covid-19 presso la casa di riposo Borea. I tamponi molecolari erano stati fatti ripetere sabato scorso dopo i primi 8 nuovi positivi spuntati il 1° aprile. Dei casi apparsi subito come anomali visto che riguardavano soggetti già vaccinati da alcune settimane con la seconda dose.

All’esito delle verifiche effettuate nei giorni scorsi, risultano ancora 4 ospiti positivi al tampone molecolare, tutti asintomatici ma che dovranno continuare a rimanere in isolamento cautelativo fino alla negativizzazione del secondo tampone consecutivo. Gli altri 4 ospiti positivi, invece, sono stati classificati come falsi positivi: per loro l’isolamento terminerà probabilmente nel corso della settimana quando sarà effettuato il secondo test.

I casi di presunti falsi positivi presso Casa Borea, così come quelli di Casa Serena – dove fino a settimana scorsa erano risultati positivi alcuni operatori, anch’essi vaccinati – si vanno a sommare a quelli emersi ieri presso il reparto di Ortopedia dell’ospedale Saint Charles di Bordighera, dove due anziane donne, entrambe ricoverate nel reparto, sono risultate positive al Covid-19 ad un primo tampone molecolare rapido, salvo poi risultare negative in pronto soccorso.

«L’Asl faccia i tamponi sierologici nelle case di riposo per accertare l’efficacia delle vaccinazioni fatte», è l’appello lanciato dal presidente della fondazione Borea-Massa Giuseppe Di Vincenzo, in questi giorni alle prese con la gestione di questi casi “anomali” presso la Rsa condotta dal suo consiglio di amministrazione. «Facendo i sierologici si potrebbe stabilire se gli ospiti delle Rsa hanno o meno sviluppato gli anticorpi. Sarebbe un’iniziativa utile da parte del’Asl perché potrebbe aiutarci a prevenire nuovi focolai e a capire quanti ospiti abbiano effettivamente sviluppato gli anticorpi necessari a contrastare il coronavirus. Inoltre, al verificarsi di nuovi probabili falsi positivi, potremmo pensare di non attivare il protocollo dell’isolamento che va ad aggravare una situazione psicologica e fisica dei nostri pazienti già piuttosto provata».