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Ospedaletti, passa di mano il progetto del Porto delle Rose. Nuova istanza di concessione al Comune

L'amministrazione Cimiotti va avanti sull'idea di un project ad iniziativa pubblica. Incarico all'architetto Sergio Raimondo

Ospedaletti. Passa di mano il progetto del Porto delle Rose presentato per la prima volta in Comune nel maggio 2018 da un ente no profit e che non ha mai visto la luce, se non quella rosso stop dell’amministrazione Cimiotti prima e del Tar Liguria poi, che ne avevano bocciato l’iter approvativo. 

L’Anap, Associazione nazionale autonoma dei porti, soggetto proponente del progetto denominato ufficialmente “Marina delle Rose”, risulta aver ceduto di recente tutto quanto concerne a Baia Verde a una società di capitali di nuova costituzione: la S.O.F.I.M. (Società finanziaria immobiliare marittima). Il passaggio, più formale che di sostanza, è stato voluto dal patron dell’Anap, l’ingegnere romano Enrico Migliardi, per porre rimedio all’eccezione principale che il municipio di Ospedaletti aveva sollevato per boicottare l’istanza di concessione marittima pluriennale presentata da Migliardi al Comune, eccezione accolta successivamente in fase di ricorso al Tar e che aveva visto i giudici amministrativi dare ragione in pieno all’amministrazione comunale, cassando l’iter proposto da Anap. In sostanza – spiega direttamente l’ingegner Migliardi -, «la prima istanza era stata bocciata dal Tar sul presupposto che l’Associazione nazionale autonoma dei porti, essendo un’associazione no profit, non potesse disporre dei capitali per realizzare l’opera. La nuova istanza depositata nei giorni scorsi è presentata dalla S.O.F.I.M. che è, invece, una società di capitali. Questo dovrebbe far decadere l’eccezione, se pur pretestuosa, dell’amministrazione comunale che aveva provocato lo stop del nostro progetto. Speriamo – conclude Migliardi – che questa volta l’amministazione dia esito alla pubblicazione della nostra istanza all’albo pretorio comunale e, per estratto, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e che l’iter possa proseguire velocmente».

Dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato sull’incameramento delle opere realizzate da Fin.Im., l’amministrazione Cimiotti è al lavoro per portare avanti una propria idea di rinascita di Baia Verde. Idea che cozza completamente con l’iter proposto dalla S.O.F.I.M, basato sul vecchio modello del cosiddetto decreto Burlando (dal nome dell’ex ministro e presidente di Regione Liguria), secondo cui un privato può presentare in qualsiasi momento istanza di concessione per aree di competenza del demanio marittimo. Nelle intenzioni del sindaco Daniele Cimiotti, invece, c’è un progetto di finanza ad iniziativa pubblica, dove sia l’ente locale, e non il privato, a farsi carico della progettazione preliminare che verrà poi messa in gara d’appalto. I primi passi verso questo obiettivo sarebbero già stati compiuti, con un accordo di massima raggiunto tra il primo cittadino e l’architetto Sergio Raimondo di Ospedaletti (ex Area24) per l’affidamento dell’incarico relativo alla predisposizione del progetto preliminare.

La “guerra” per l’incompiuto porto, combattuta sulle macerie di Baia Verde, è destinata a nuovi round di fronte alla giustizia amministrativa qualora le mire imprenditoriali di S.O.F.I.M. non dovessero collimare con le intenzioni dell’amministrazione civica. Fatto che si può già dare per scontato.