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Misure a Ponente, Toti si difende: «Le abbiamo prese quando era il momento di prenderle»

Ansaldi (Alisa): «Quasi 300 casi ogni 100.000 abitanti a settimana in provincia di Imperia»

Genova. Nel consueto punto serale sull’andamento  il presidente della Regione Giovanni Toti ha difeso la tempistica scelta per l’applicazione delle misure restrittive a Ponente. L’anticipo di un giorno della “zona rossa” nazionale senza preavviso, infatti, ha mandato su tutte le furie commercianti e operatori che si sono visti “tagliare” all’ultimo momento l’ultima occasione di poter lavorare prima del fine settimana di pasqua blindato in tutta Italia.

«Le abbiamo prese –  ha detto Toti –  quando era il momento di prenderle, dopo aver valutato tutti i dati. Ma è evidente che per alcuni se arriviamo prima siamo frettolosi, mentre se arriviamo dopo siamo ritardatari. È il ruolo delle opposizioni ma ritengo che, talvolta, non sarebbe controproducente collaborare, visto che il Covid riguarda tutti e che anche il governo si adopera in tal senso».

In merito ai dati della settimana in corso, il presidente della Regione ha detto:  «È stata una settimana complicata. Ho firmato un’ordinanza che istituisce la zona rossa nel ponente fino all’11 aprile, aggiungendo restrizioni a quelle già previste dal governo su savonese e imperiese dove l’incidenza del Covid sta crescendo. Abbiamo ritenuto di agire nell’ottica della prevenzione, prima che potessero crearsi situazioni di allarme negli ospedali, per riportare rapidamente sotto controllo la curva dei contagi, che anche ieri era superiore ai parametri di allarme nazionali, anche in ragione del fatto che i territori limitrofi, in Italia e Oltralpe, continuano ad essere in una situazione peggiore della nostra».

«La Liguria nel suo complesso ha condizioni da zona gialla  -ha proseguito il governatore –  che, tuttavia, oggi e fino a fine aprile è stata sospesa a livello nazionale. Siamo intervenuti nella convinzione che fosse più opportuno intervenire in questo momento di sacrifici, alla luce delle rigorose disposizioni del governo, per non trascinare lungamente una situazione che altrimenti rischierebbe di degenerare».

Sul fronte dei dati quotidiani relativi ai contagi e alle ospedalizzazioni, il presidente Toti ha affermato che «continua ad esserci uno sbilanciamento sul ponente, con un numero di nuovi positivi maggiore rispetto al resto del territorio. È stabile la situazione degli ospedalizzati e questa è un’ottima notizia, a fronte dell’incidenza del virus sull’imperiese e sul savonese. Torna sotto le 10 persone il triste elenco dei deceduti. È evidente  che la campagna vaccinale, in Liguria concentrata sugli anziani e sui soggetti più fragili, stia determinando una minore pressione sugli ospedali e un calo sensibile della mortalità. Senza contare l’effetto positivo, seppur limitato, delle cure domiciliari innovative con gli anticorpi monoclonali».

CAMPAGNA VACCINALE

«Stiamo imprimendo una forte accelerazione alla campagna vaccinale: in Liguria siamo sopra gli 11 mila 500 vaccini al giorno, se non arriveranno le dosi nei tempi promessi saremo costretti a rallentare un po’. La campagna vaccinale non si fermerà durante le festività pasquali: le vaccinazioni proseguiranno su tutto il territorio ligure, i vari centri vaccinali si prenderanno un giorno di riposo a rotazione, tra sabato e lunedì. Sabato nell’imperiese aprirà il primo ‘drive through’ vaccinale della Liguria, presso la stazione di Taggia e la settimana prossima aumenteremo ancora la nostra capacità vaccinale con l’apertura del primo hub fino alle 2 di notte, quello della torre MSC». 

«Oggi siamo all’84% dei vaccini somministrati su quelli consegnati, in poco più di una settimana abbiamo sostanzialmente colmato il gap di vaccinazioni rispetto alle regioni più virtuose. Dalla seconda massimo terza settimana di aprile in Liguria arriveremo al 95 per cento delle dosi consegnate o somministrate e, per gli amanti delle classifiche – prosegue Toti – siamo la quinta regione in Italia per popolazione vaccinata sulla popolazione residente. In particolare, siamo al 13,79% di liguri vaccinati con la prima dose sulla popolazione complessiva rispetto ad una media italiana dell’11,95%, mentre la percentuale di liguri vaccinati con il ciclo completo (doppia dose) è del 6,88% della popolazione contro una media italiana del 5,45%”»

Filippo Ansaldi, vicecommissario e responsabile Prevenzione Alisa

«Il quadro epidemiologico mostra un aumento dell’incidenza, ovvero di nuovi casi nella nostra regione, da 10 giorni assistiamo. Dopo un periodo piuttosto stabile, assistiamo a un importante incremento che va su due binari piuttosto diversi: abbiamo le aree di ponente con le province di Imperia e di Savona che viaggiano su tassi di incidenza superiore, 250 casi ogni 100.000 abitanti a settimana, quasi a 300 per Imperia e 275 per Savona, mentre la la situazione di Genova e di Spezia rileva una circolazione meno evidente, siamo comunque sempre al di sopra dei valori che abbiamo osservato nelle settimane scorse.
Il report numero 46 fa emergere come il processo di tracciamento e la capacità di monitoraggio della nostra regione siano posizionati su ottimi livelli, mentre è in aumento la circolazione del virus. L’indice RT è pari a 1.02, con un aumento significativo negli ultimi 10 giorni dei nuovi casi. Per quanto riguarda la pressione sui nuovi ospedali, per le terapie intensive abbiamo superato la soglia di attenzione, siamo infatti al 31% dei posti letto dedicati, per quanto riguarda invece i posti di area medica siamo intorno al 35%, quindi al di sotto della soglia di attenzione.

Per quanto riguarda l’andamento delle vaccinazioni nella nostra regione, si vede come da febbraio abbiamo assistito a un progressivo aumento della copertura della campagna vaccinale, ormai viaggiamo intorno ai 12.000 vaccini al giorno. Un dato piuttosto importante mostra come stiamo andando rispetto alle altre regioni: la situazione al 30 di marzo vede la Liguria come sesta regione per vaccinati sull’intera popolazione. Nelle ultime settimane si può vedere che abbiamo la più importante curva di accelerazione rispetto ad altre regioni, attualmente noi vacciniamo ogni giorno circa lo 0,6% della nostra popolazione, la media nazionale è intorno allo 0,4-0,42%, per questo siamo la regione che sta accelerando maggiormente. Ancora una volta la disponibilità dei vaccini rappresenta il nostro collo di bottiglia perché la macchina organizzativa si è messa in moto con grande dispendio organizzativo di risorse, con una integrazione tra pubblico e privato che sta dando dei buoni risultati».