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La Fondazione ISAH nella Giornata Mondiale sull’Autismo «Riflettere sull’impatto della pandemia»

Oggi la ricorrenza

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Imperia. Fanno sapere dalla Fondazione ISAH: «Chissà se quando Picasso scrisse questa frase durante il “periodo blu” immaginava che questo sarebbe diventato il colore simbolo della Giornata Mondiale sull’Autismo. Probabilmente no, ma questa frase ne riassume in pieno tutto il suo significato. La giornata mondiale sull’Autismo nata per promuovere la consapevolezza nei confronti di una disabilità, che nonostante i progressi scientifici, è ancora avvolta da incertezze e tabù sociali, si celebra oggi 2 Aprile 2021 in un momento storico drammatico per il mondo intero».

«La Fondazione ISAH quest’annocontinua il comunicato-  non avendo potuto organizzare i consueti eventi legati alla ricorrenza, coglie l’occasione per suggerire una riflessione sull’impatto che la pandemia ha avuto sulle persone affette da Autismo e sulle loro famiglie. Il confinamento in casa, la limitazione dei contatti sociali, la riduzione dei servizi erogati imposti dalla pandemia, hanno avuto e probabilmente continueranno ad avere nel tempo effetti negativi sulla qualità di vita delle persone diversamente abili e delle loro famiglie. Tutto ciò ha imposto e impone un continuo adattamento e riorganizzazione dei servizi integrati per riuscire ad intervenire a sostegno sull’intero sistema famigliare individuando specifici facilitatori ambientali che possano garantire una esperienza di vita equilibrata ed adeguata alla situazione eccezionale venutasi a creare. Un ruolo significativo ha assunto l’attivazione immediata di modalità proattive a garanzia della continuità degli interventi, rinforzando l’alleanza terapeutica con la famiglia attraverso la co-progettazione degli interventi e il lavoro di rete per l’integrazione tra i vari contesti operativi. Ma questa giornata deve spingere oltre e promuovere una cultura di conoscenza sull’autismo e della altre diverse e molteplici disabilità, conoscenza che possa portare la società civile a comprendere la disabilità per non averne paura, ma per essere in grado di capire le differenti modalità comportamento spesso lontane dalle convenzioni per creare nuove modalità di interazione, valorizzare le differenze, aumentare la possibilità di comprensione e stimolare la partecipazione sociale».

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