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“Italia da morire” in libreria, intervista alla scrittrice Adele Marini

Tra i delitti eccellenti che hanno fatto la storia quelli di Anita Garibaldi, Cavour e Gramsci. La giornalista milanese parla anche del suo legame con Imperia

Sanremo. Una storia costellata di strane morti, decessi improvvisi, improbabili malori, incidenti fatali. È andata davvero così? Questo è ciò che racconta la verità ufficiale sui sette protagonisti di Italia da morire. Ma è una verità parziale, spesso costruita per occultare trame, interessi e giochi di potere.

adele marini collage

Adele Marini, giornalista e scrittrice milanese, ospite in streaming del nostro spazio interviste, parla, a pochi giorni dall’uscita del suo ultimo libro, un saggio, dal titolo “Italia da morire. I delitti eccellenti e misteriosi che hanno fatto la storia, edizioni Chialelettere. Il volume è il risultato di una laboriosa raccolta e analisi di fonti ufficiali.

«Anita Garibaldi, la compagna dell’Eroe dei due mondi, è stata probabilmente strangolata o sepolta viva e che Antonio Gramsci sarebbe stato scaraventato giù dalla finestra della clinica in cui era ricoverato. Ben più che semplici sospetti. In questa riscrittura noir ma rigorosamente autentica e documentata, ogni vittima è trattata come il protagonista di un romanzo poliziesco, ogni vicenda è raccontata come un’inchiesta sul campo. Dietro a ciascun episodio c’è la volontà di arrivare a una soluzione del caso, proprio come nelle indagini di polizia, attraverso la ricerca delle prove o l’analisi degli indizi effettuate il più possibile sulle fonti primarie: i documenti ufficiali, le testimonianze dei contemporanei e le sentenze dell’epoca, senza trascurare gli articoli apparsi sui quotidiani e le ricostruzioni degli autori che hanno trattato gli eventi nei loro saggi», spiega l’autrice.

Talvolta, con le investigazioni sulle fonti, accade di arrivare a verità diverse e insospettabili, perché chi aveva interesse a occultare, a nascondere, a mentire, non sempre è riuscito a cancellare tutti gli indizi. Verità che permettono di restituire alle vittime la dignità di un’esistenza interrotta non dal destino, ma dalla volontà degli uomini.

Adele Marini che la prossima estate sarà ospite della rassegna “Il Parasio si tinge di giallo” è molto legata a Imperia, essendo stata in passato giurata del Festival di Arte drammatica del quale parla durante l’intervista.

Adele Marini, giornalista professionista, specializzata in cronaca nera e giudiziaria, vive e lavora a Milano. Il suo primo romanzo, Il Consulente (Mario Modica editore 1994) che ha per argomento l’infiltrazione di Cosa Nostra nell’imprenditoria del Nord e il riciclaggio, ha aperto la strada per quel genere in bilico fra saggio d’indagine e romanzo che gli anglosassoni chiamano nonfiction novel, percorso proseguito con la trilogia “mafiosa”: Milano solo andata (2005), con cui ha vinto il Premio Azzeccagarbugli 2006, Naviglio blues (2008), pubblicati in Italia dalla casa editrice Fratelli Frilli editori e nei paesi di lingua tedesca da Random House-Goldmann, e A Milano si muore così (2013), sempre per Frilli, con cui ha rivinto l’Azzeccagarbugli (2014) e il premio Mei per l’impegno contro le mafie.
Tra i suoi libri ricordiamo anche Io non ci sto (Feltrinelli 2014) e L’altra faccia di Milano (Frilli 2016), firmato con l’agente del Sismi dal nome in codice “Gheppio”. A queste pubblicazioni si aggiungono diversi racconti usciti in antologie e i due saggi I fondamentali della scrittura d’indagine (2010) e Arriva la scientifica (2011), pubblicati in formato digitale dell’editrice MilanoNera.